Bankitalia: Finanza pubblica. Fabbisogno e Debito – 15/07/2016
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18 Luglio 2016Indicatori generali
Tasso di fiducia sull’economia italiana: 43 (da 42,5) +0,5
Tasso di fiducia sulla propria attività: 45,7 (da 44,7) +1
Indicatore dei ricavi: 41,8 (da 40,6) +1,2
Indicatore della situazione occupazionale: 35,6 (da 35,3) +0,3
Indicatore della capacità finanziaria: 56,7 (da 55,2) +1,5
Imprese che hanno chiesto un fido: 28,6% (da 28,5%) +0,1%
Imprese che hanno visto accolta la propria richiesta: 47,3% (da 47,2%) +0,1%
Fiducia
La prima metà del 2016 fa segnare un leggero incremento del clima di fiducia delle imprese del terziario Fvg (da 42,5 a 43), raggiungendo i massimi da oltre quattro anni e arrivando quasi a sfiorare i livelli precedenti la crisi. Il sentiment delle imprese degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi della regione è in miglioramento anche con riferimento alla propria attività (da 44,7 a 45,7).
Congiuntura
Il miglioramento del clima di fiducia è parallelo alla crescita dei ricavi (indicatore da 40,6 a 41,8), ancora in aumento sebbene permangano le difficoltà degli operatori meno strutturati.
Pressione fiscale
In questo senso, un fattore di ostacolo è rappresentato dalla pressione fiscale, il cui livello non è ancora percepito in diminuzione. Il focus di Format Research evidenzia che per il 59,2% del campione (+1,2% rispetto a marzo) la pressione fiscale, nel biennio 2014-15, ha inciso sulla crescita dell’impresa «più di altri fattori di ostacolo», per il 39,0% «al pari di altri fattori», per l’1,8% «meno di altri fattori».
Occupazione
Nei primi mesi del 2016 (l’indicatore sale da 35,3 a 35,6) si registra un aumento del tasso di occupazione in Fvg (da 63,6 a 64,3). Allo stesso tempo, si verifica una lievissima crescita del tasso di disoccupazione (da 6,9 a 7,1), pur confermandosi il netto calo tendenziale (è diminuito quasi il doppio della media Italia rispetto a un anno fa). Il fenomeno è spiegabile con il calo del tasso di inattività (da 31,6 a 30,8): è aumentata difatti la quota di persone alla ricerca di un lavoro, azione che trasforma automaticamente un “inattivo” in “disoccupato”. Il combinato disposto con l’andamento della disoccupazione fa dell’aumento dei “senza lavoro” un dato positivo perché testimonia un senso di ottimismo nella possibilità di trovare lavoro.
Jobs Act
Al giugno 2016, il 13,0% delle imprese del terziario Fvg, prevalentemente grandi, dei servizi e del turismo, ha utilizzato il Jobs Act. A marzo, la percentuale era del 12,0%. Le imprese che hanno legato le assunzioni 2016 alla presenza del bonus sono pari all’86,1. Di queste il 24,5% effettueranno tutte le nuove assunzioni/trasformazioni nonostante le riduzione del bonus, il 29% lo farà in misura inferiore, il 46,5% non effettuerà nuove assunzioni/trasformazioni. L’ 11,1% delle imprese del terziario ha intenzione di utilizzare il Jobs Act nei prossimi mesi del 2016. A marzo, la percentuale era del 10,6%.
Fabbisogno finanziario
Si stabilizza nell’area di espansione l’indicatore relativo al fabbisogno finanziario (da 55,2 a 56,7). La seconda parte dell’anno lascia sperare in un miglioramento ulteriore della situazione, sebbene non ancora ai livelli precedenti la crisi.
Credito
Resta stabile la percentuale di imprese che si recano in banca per chiedere un fido o un finanziamento o per rinegoziare un fido o un finanziamento. Sono state il 28,6% nel secondo trimestre 2016 (contro il 28,5% di tre mesi fa). Di queste, il 47,3% ha ricevuto il credito richiesto secondo un ammontare pari o superiore alla domanda, quota sostanzialmente in linea con quella fatta registrare nei primi mesi del 2016.



