Confcommercio – Deludente dato sulle vendite al dettaglio – 25/02/2017

Commissione Europea – Relazione Paese relativa all’Italia – 23/02/2017

27 Febbraio 2017

Confcommercio – Nei centri storici i negozi sono sempre di meno – 25/02/2017

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"Il deludente dato sulle vendite al dettaglio di dicembre è in linea con un quadro congiunturale complessivamente debole, la cui analisi suscita delle preoccupazioni sull'evoluzione a breve termine dell'economia italiana": è il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati Istat. "E' confermato l'atteggiamento prudente delle famiglie, determinato, in larga parte, dall'indebolimento delle dinamiche occupazionali con una crescita della propensione al risparmio in tutto il 2016, anche se non mancano segnali di vivacità su alcuni segmenti di consumo, come per alcuni servizi e per i mezzi di trasporto, voci non comprese nell'indice delle vendite al dettaglio. Le conseguenze dell'incerto andamento dei consumi si sono fatte sentire soprattutto sulle performance delle imprese di minori dimensioni che nel 2016, dopo il modestissimo recupero dell'anno precedente, sono tornate a registrare una contrazione. In questo contesto – conclude l'Ufficio Studi – reso più problematico dalla ripresa dell'inflazione importata, in assenza di una ripresa sostenuta dei livelli occupazionali e della produttività, è di fondamentale importanza che si evitino davvero manovre recessive sul fronte della finanza pubblica".

Su fiducia consumatori e imprese: "Riduzione delle tasse una via d'uscita dall'incertezza"

"Dato che conferma un clima di diffusa e generalizzata incertezza. Da un lato, le famiglie che continuano a guardare con molta preoccupazione sia al futuro personale, sia quello del Paese indotte a mantenere comportamenti di consumo molto prudenti, dall'altro le imprese che mostrano un atteggiamento più positivo, seppure con differenze tra i diversi settori, portando il clima di fiducia su valori superiori a quelli di inizio 2016". Questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati sul clima di fiducia di consumatori e imprese a febbraio diffusi dall'Istat". "E' auspicabile – prosegue la nota – che l'atteggiamento delle imprese, che per il manifatturiero è guidato anche da un incremento degli ordini, si traduca in breve tempo in una crescita più sostenuta, rispetto ai ritmi attuali, dell'attività produttiva e dei livelli occupazionali favorendo il recupero della fiducia da parte delle famiglie e di conseguenza un miglioramento sul versante dei consumi. Resta, dunque, fondamentale in questo quadro evitare manovre recessive sul fronte della finanza pubblica e imboccare la strada della riduzione della pressione fiscale in modo certo e generalizzato agendo sulle aliquote Irpef".