

Costituita nel luglio del 2003 la Consulta per il trasporto e la logistica ? riuscita in tre anni di attivit?: ad elaborare un ?Patto e un Piano della logistica?; riformare la legge quadro del trasporto merci; elaborare i provvedimenti per lo sviluppo del trasporto combinato strada-mare e treno-tir; gestire i conflitti nel settore, evitando che si aprissero momenti conflittuali di grande impatto. Durante il governo Prodi di fatto ? divenuta un organismo inutilizzato; basterebbe constatare quello che ? riuscita a produrre in due anni e soprattutto come sia stata ininfluente nella vertenza che ha portato nel mese di dicembre al fermo dei servizi. L’inattivit? non ha impedito tuttavia, a fine mandato, che si assumessero decisioni che ha portato alla previsione del gettone di presenza anche per chi svolge compiti gi? delegati. Niente di illegittimo ma aver fissato con un decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 23 febbraio, le modalit? di corresponsione dei compensi, (185mila euro in tutto) e senza aver prima definito l’organizzazione della Consulta, sembra solo una buona uscita, visto che poteva essere differito, evitando situazioni di fatto per i nuovi titolari del dicastero dei trasporti. Al di l? di quanto segnalato, esaustivo per dimostrare quale sia il senso della ricerca del bene comune del governo Prodi, il nuovo Governo dovr? recuperare rapidamente ripartendo dalle positive esperienze del passato. Nella Consulta tutte le realt? interessate alla mobilit? delle merci dovranno ritrovarsi e dibattere a fondo la tematica del mondo dei trasporti, aspetto sensibile per il Paese, sviluppare idee e proposte da sottoporre all’Esecutivo. Le previsioni economiche degli esperti assegnano alla nostra economia l’ultimo posto tra i paesi industrializzati. Una delle cause che ha favorito la forte riduzione della crescita, rispetto a quanto verificatosi negli altri paesi europei, ? stato il blocco degli interventi infrastrutturali. Se la nostra economia vuole rilanciarsi non potr? che ripristinare tutti gli interventi inseriti nell’elenco delle grandi opere bloccate dalla politica dei divieti. Gli anni che verranno allora dovranno poter contare comunque sulla percorribilit? delle reti esistenti, visto che le merci prodotte e trasformate nel Paese devono essere in grado di raggiungere i mercati di destinazione nei tempi funzionali al sistema produttivo. Solo una adeguata gestione della logistica e dei trasporti ? in grado di soddisfare tali esigenze. Da qui diviene indispensabile che il mondo della logistica, dei trasporti e della produzione abbiano a dialogare per evitare che a perdere sia tutto il sistema Paese. Le soluzioni possibili potranno tuttavia essere ricercate solo con un confronto serrato tra le parti. Ecco dunque che la Consulta dovr? poter giocare un ruolo di primaria importanza, impegnandosi al massimo perch? i conflitti siano il pi? possibile prevenuti e gestiti, perch? le regole abbiano ad essere rispettate da tutti, perch? i tentativi di prevaricazione siano evitati e ricondotti nell’ambito di corretti rapporti. Occorre che ognuno faccia ora la propria parte senza furbizie ma con l’obiettivo di dare il proprio contributo per far ripartire il nostro Paese. La sfida non sar? facile. I tentativi di rallentare i processi decisionali, utilizzando le pastoie della burocrazia politicizzata, saranno sempre presenti. Alle forze imprenditoriali sane, alle realt? associative che operano per far s? che le imprese italiane possano trovare condizioni favorevoli per tornare a svilupparsi spetta questo grande ruolo. Le responsabilit? delle decisioni sono di competenza e appartengono alle responsabilit? di chi governa ma solo se le parti sociali sapranno presentare soluzioni condivise, come avvenuto per il Piano della logistica, si potr? dire di aver agito nell’interesse del nostro Paese. Paolo Ugg?