Comunicazioni del Presidente del 31 luglio 2009

Il presidente Unatras Franco Coppelli risponde a Emma Marcegaglia

31 Luglio 2009

Principali adempimenti fiscali e previdenziali. Mese di Luglio 2009

31 Luglio 2009

Il presidente Unatras Franco Coppelli risponde a Emma Marcegaglia

31 Luglio 2009

Principali adempimenti fiscali e previdenziali. Mese di Luglio 2009

31 Luglio 2009

Commento settimanale del Presidente FAI Paolo Ugg?

Siamo ormai giunti all’inizio della fase vacanziera. I ministeri si svuotano, pi? del solito; il Parlamento sospende la propria attivit? che riprender? realisticamente dopo il 15 settembre.

I nostri uffici chiuderanno i battenti solo la settimana a cavallo di Ferragosto restando a disposizione di coloro che ne avranno la necessit? per tutte le restanti settimane.

? stato un anno difficile che ha visto impegnata la dirigenza della federazione in incontri per concretizzare sia gli impegni contenuti nell’accordo del giugno scorso che per la gestione delle questioni inerenti le attivit? tipiche di una realt? associativa come la nostra.

In questa settimana il Parlamento ha definitivamente licenziato il decreto anticrisi nel quale sono inseriti gli emendamenti riguardanti l’autotrasporto. Nel corso della riunione tenutasi presso il ministero dell’Interno ? stato comunicato che l’Agenzia delle Entrate fornir? il codice al fine di consentire alle imprese di poter recuperare le riduzioni alle tasse di possesso e degli acconti sugli euro 5.

Su interessamento del Sottosegretario, le risorse per gli sconti sui pedaggi sono stati messe, come da intese, a disposizione per le procedure dei pagamenti.

Nella giornata di gioved? ? stato inoltre ?bollinato? il decreto che istituisce l’Autorit? di controllo che dovr? erogare le sanzioni nei confronti dei committenti e imprese di trasporto che risulteranno inadempienti rispetto alle norme sulla sicurezza sociale e della circolazione, introdotta con l’art.83 bis e con le recenti disposizioni sulla scheda di trasporto.

Nella giornata di mercoled? la Commissione trasporti del Senato ha avviato la discussione sulle modifiche al Cds, gi? approvate dalla Camera. Come avevamo previsto la ripresa dell’esame avverr? con la met? di settembre. Nella giornata di marted? ho potuto prendere contatto con il relatore, Sen. Cicolani al quale ho rappresentato le nostre opinioni sul testo.

Nel corso della riunione della Commissione sicurezza le associazioni hanno esaminato il protocollo sicurezza ed evidenziato proposte e integrazioni, rispetto a quanto sottoscritto dai due ministri competenti e chiesto impegni pi? stringenti al fine di determinare obiettivi e tempi di verifica.

La federazione, come annunciato, ha tenuto una prima riunione sulla scheda di trasporto per dare le necessarie delucidazioni ai quesiti posti, rispetto ai comportamenti da tenere, e alle responsabilit? che con la circolare vengono a ricadere su tutti i soggetti che partecipano ad una operazione di trasporto.

La partecipazione, anche se significativa, non ? stata certo cos? numerosa come ci si attendeva, viste le richieste di chiarimento pervenute. Era doveroso per noi trovare il tempo per consentire a coloro che ne avevano la necessit? di ottenere chiarimenti e lo abbiamo fatto.

Una conferma di quanto le disposizioni sulla scheda stanno suscitando viene dal mondo associativo che rappresenta la Committenza. In questi giorni abbiamo registrato un crescendo di interventi che incontrovertibilmente dimostrano come le nuove norme, che consentono di determinare quella, pi? volte richiesta, tracciabilit? nelle operazioni di trasporto, siano aderenti all’obiettivo.

Va da s? che coloro che opereranno nel rispetto delle regole non dovranno temere nulla anche per il fatto che, nella gran parte dei casi, i documenti che gi? viaggiano a bordo degli automezzi esentano dall’obbligo di compilare la scheda o chiedono poche integrazioni.

Questo non significa che non vi possano essere problemi applicativi per talune attivit? n? che la circolare sia immodificabile. Come gi? affermato ? l’avvio di un percorso che deve portare ad un sistema nel quale le imprese che operano in modo professionale non debbano essere messe in gravi difficolt? da distorsioni della concorrenza generate dal mancato rispetto delle regole difficili, con le norme prima esistenti, da far rispettare.

Tornando alle preoccupazioni della committenza registriamo l’intervento di Confindustria che ha chiesto ai ministri di revocare la circolare emanata. Un atto di supponenza che rasenta il delirio di onnipotenza non accettabile.

La risposta del presidente dell’Unatras Coppelli, riportata nel sito, sintetizza con chiarezza quale siano le intenzioni e le disponibilit? della nostra Unione. S? a semplificazioni e a correttivi purch? lo spirito della norma, che deriva da leggi dello Stato, non venga resa vana.

Sempre sulla scheda nella prossima settimana su Libero, che continuer? anche nel mese di agosto a dedicare lo spazio ai nostri temi, la questione verr? ripresa. Per consentire anche ai lettori di poter essere informati vi sar? anche una pagina che sintetizza gli elementi introdotti con il documento.

La necessit? di fornire una informazione corretta ci costringe ad affrontare ancora argomenti gi? trattati: norme sul cabotaggio e tempi di pagamento.

A fornircene l’occasione la decisione di mercoled? 29 u.s. da parte della Commissione europea che ha respinto la richiesta del governo francese, tendente ad ottenere una moratoria nelle operazioni di cabotaggio. Ce ne dispiace anche perch? avremmo potuto richiederne l’estensione in Italia.

Come pi? volte abbiamo avuto modo di sostenere quando associazioni sono solo alla ricerca di farsi notare come i difensori pi? puri degli altri, il rischio di generare illusioni ? sempre presente. Chi ha dato per possibile l’applicazione della moratoria ed avanzato la richiesta al Governo italiano, non mancando di accusare le organizzazioni, come la nostra, che non condividevano quella richiesta, di disinteresse sui temi della categoria, oggi deve rivedere le proprie certezze.

I rappresentanti di quelle organizzazioni davano per certa la messa in atto di ostacoli al cabotaggio nella vicina Francia. Nulla di vero. Come volevasi dimostrare. L’U.E. ha detto no.

Tornando invece sui tempi di pagamento, aspetto utilizzato solo per una differenziazione, ricordo di aver gi? fornito spunti di riflessione su tale argomento che ? stato alla base della decisione dei nostri organismi di preferire la soluzione, poi introdotta.

Una delle ragioni era proprio legata alla direttiva europea che, nel fissare il termine dei pagamenti, prevede la possibilit? che le parti possano derogare, purch? in accordo.

Inganna la gente chi parla di accordo verbale per concordare tempi diversi. La norma di legge parla di patto scritto. Chi sostiene questo ? a corto di argomenti o non sa leggere.

Cos? come quando si sostiene la tesi che per i vettori nazionali non debba essere previsto per le gravi infrazioni il versamento di una cauzione.

Fai/Conftrasporto ha fatto della sicurezza l’elemento sul quale ha costruito la sua politica e crede che coloro che non rispettano le regole, praticando concorrenza sleale nei confronti delle imprese serie, debbano essere penalizzati.

Nella fattispecie ? bene ricordare, a chi preferisce far finta di non comprendere, che per ottenere dei provvedimenti significativi come:

– l’introduzione di norme che impediscano ai vettori esteri di lasciare il Paese senza aver corrisposto alcun versamento a cauzione per le sanzioni ricevute;

– l’estensione dei controlli anche per le infrazioni sui tempi di guida commesse nei Paesi d’origine;

non sia sufficiente solo richiederlo, ma sia indispensabile ottenere il consenso da parte dei legislatori.

Se per ottenere i controlli sui nostri concorrenti si deve acconsentire che, in alcuni casi gravi, si prevedano anche penalizzazioni per i vettori italiani, per noi ? opportuna l’intesa.

Alla ripresa, dopo il periodo estivo, ci troveremo di fronte a difficolt? diverse da superare.

Ci auguriamo che si smetta di agire scioccamente nel tentare di dividere la categoria, come in questi mesi qualcuno ha provato a fare attraverso telefonate, promesse, a diversi imprenditori.

Il gioco a scavalco ? un errore che ricade su chi lo compie. Non si danno spazi a realt? che pur di ottenerli accettano qualsiasi cosa.

Una volta ottenuto l’obiettivo della visibilit? questi diventano spine nel fianco dello sprovveduto benefattore giungendo anche ad effettuargli manifestazioni contro e a criticarne i provvedimenti.

Noi sosteniamo che molto dipender? da noi tutti. A settembre chiederemo, e in tal senso lanciamo un appello, un confronto ampio con tutte le realt? associative al fine di trovare su temi comuni strategie associative condivise. Sempre pi? le nostre questioni assumono una dimensione europea e in quella sede le divisioni non pagano ma indeboliscono.

L’autotrasporto deve aprire un confronto con il Governo con una ritrovata unit? al fine di costruire una strategia che veda l’Esecutivo impegnato in sede comunitaria a portare avanti istanze che hanno lo scopo di far vincere non le idee di una o pi? realt? associative ma di tutto il mondo delle imprese di trasporto.

Questa ? una sfida importante che ci vedr? impegnati, con chi ci sta, e noi non possiamo che augurarci che si possa riscontrare la condivisione di tutti, o quasi.

Buone vacanze a tutti.

Paolo Ugg?