
Incentivi alle imprese che non licenziano e non delocalizzano. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 17 ottobre 2009
19 Ottobre 2009
GOV09206 – Oggetto: Aggiornamento dati per l’applicazione dei costi minimi di esercizio nella fase transitoria (costo medio nazionale del gasolio del mese di Settembre).
20 Ottobre 2009Ho volutamente atteso la conclusione degli stati generali del trasporto merci, tenutisi a Milano in concomitanza con il Transpotec, prima di affrontare i temi caldi della settimana trascorsa.
Novità di rilievo non se ne sono registrate se non quelle legate alle attività collegate all’evento che si terrà sabato prossimo a Brescia (l’inaugurazione della area di sosta) ed ai contatti con i gruppi parlamentari per seguire le evoluzioni sul codice della strada.
Intanto un’altra settimana è trascorsa senza che l’autorità di controllo sia stata costituita.
Non demorderemo dall’evidenziare ogni settimana i provvedimenti ancora mancanti anche per evitare che quando ci troveremo nella fase vertenziale, che così continuando diverrà inevitabile, vi possano essere scusanti.
Li riassumiamo, dunque, perché non sfuggano all’attenzione dei nostri attenti ed interessati lettori.
Non sono ancora stati resi spendibili risorse che oscillano intorno a 180 milioni di euro; inoltre si attendono chiarimenti ancora relativi alla schede di trasporto che produca la semplificazione attesa e promessa, senza vanificarne lo scopo, oltre alla costituzione degli organismi da tempo attesi.
Le giornate del Transpotec, (complimenti agli organizzatori) hanno visto concentrata in particolar modo l’attenzione dei nostri operatori su alcuni temi in particolare tra i quali la presentazione del progetto 18 quello che punta a consentire agli autoarticolati di viaggiare a 18 metri, allo scopo di incrementarne la competitività; il tema legato alla convenienza del trasporto combinato treno/tir; il dibattito sugli effetti della riforma.
Su quest’ultimo aspetto il nostro segretario Russo, con una ricostruzione corretta e puntuale ha potuto ricordare ai presenti le ragioni per le quali la riforma non abbia raggiunto i suoi obiettivi. In particolar modo Russo ha evidenziato l’assoluta inefficienza da parte dei governi negli ultimi tre anni che di fatto hanno impedito l’avvio di una verifica tra le parti come era indicato negli impegni assunti in diversi protocolli.
In secondo luogo, argomento questo ripreso nel dibattito sull’abusivismo, sono mancati i previsti controlli mirati sui quali la riforma si regge. L’assenza dunque della funzione di competenza della pubblica amministrazione supportata a livello politico ha generato le condizioni per le quali la riforma non ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Uno degli esempi evidenti è che la nuova Consulta, l’Albo e l’Osservatorio a distanza di tra anni ancora non ha avviato i propri lavori e, ad oggi, la Consulta non abbia ancora il Suo Presidente riconfermato con atto del presidente del Consiglio.
A proposito degli organismi una singolare interpretazione sembra farsi strada negli ambienti del ministero senza che il delegato a svolgere la funzione politica abbia assunto posizione in merito.
Si sosterrebbe che nuove associazioni avrebbero il diritto di entrare a far parte della Consulta e quindi il ministero dovrebbe espletare le opportune verifiche sui requisiti delle nuove formazioni per dar modo a coloro che nutrono legittime aspettative di entrare a farne parte. A sostegno della tesi si citerebbe l’articolo 5, comma 3 del dlgs. 284. Non siamo certo dei fini giuristi ma ci pare proprio che il soggetto ad assumere tale parere sia la Consulta e non gli organismi ministeriali. Ergo prima si costituisca l’organismo poi si scelga il comitato esecutivo che affronterà la questione di nuovi possibili ingressi. Non è quindi una questione oggettiva che consente di far parte della Consulta ma una valutazione di opportunità da parte della stessa.
L’argomento del possibile allungamento degli autoarticolati ha invece dimostrato quale sia il grado di superficialità presente nel Governo. Infatti mentre nel convegno sul trasporto combinato si sono fornite garanzie sulla volontà di destinare risorse, se saranno raccolte con lo scudo fiscale, per nuovi incentivi al trasporto combinato, dall’altro si è dimostrato interesse a valutare il progetto presentato dai costruttori sul possibile allungamento degli autoarticolati, in quanto renderebbe più competitivi gli attuali semirimorchi. Da un lato si vuole equilibrare le modalità di trasporto e si prevedono dei nuovi stanziamenti; dall’altro si incrementa la competitività del trasporto stradale. La ratio? Siamo in attesa che l’esperto di turno ci illumini. Sarebbe anche interessante capire il silenzio delle nostre ferrovie su un progetto che se non fosse per le difficoltà ad affrontare le rotonde non potrebbe che rendere felici gli operatori del trasporto terrestre.
In chiusura rinnovo l’invito a tutti ad essere presenti sabato a Brescia per l’inaugurazione dell’area di sosta voluta e perseguita nell’ambito Fai e che vede i nostri amici della Fai di Brescia impegnati in prima persona nella nuova sfida.
Vi aspetto tutti.
Paolo Uggè


