Cerved: Protesti e ritardi nei pagamenti: la crisi ? alle spalle – 25/03/2016

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Le statistiche relative ai pagamenti delle imprese italiane indicano che nel 2015 la crisi è stata superata: il numero di società protestate ha toccato un minimo, diminuendo al di sotto dei livelli pre-crisi, e i tempi medi di liquidazione delle fatture non sono mai stati così bassi dall’inizio delle rilevazioni del 2012. Per il nostro tessuto economico non è però stato un processo indolore: è stato favorito, da un lato, dall’uscita dal mercato in massa delle aziende più fragili e, dall’altro, da una maggiore cautela dei fornitori nel concedere credito commerciale. Questa è in estrema sintesi la fotografia che emerge dall’analisi delle statistiche tratte dall’archivio dei protesti e da Payline, il database Cerved sulle abitudini di pagamento di 3 milioni di operatori economici. In base ai dati, nel 2015 sono state protestate 28 mila imprese non individuali, un livello inferiore a quello del 2007 (29 mila) e in netto calo rispetto all’anno precedente (-19%). La riduzione dei protesti su base annua ha riguardato tutti i settori e tutte le aree della Penisola, anche se il miglioramento rispetto ai livelli pre-crisi non ha coinvolto tutta l’economia: ha riguardato l’industria ma non costruzioni e servizi, il Centro-Nord ma non il Mezzogiorno. Il trend positivo dei protesti si accompagna ad un deciso miglioramento delle abitudini di pagamento delle imprese italiane. Nel 2015 le attese dei fornitori per il pagamento delle fatture si sono attestate a 75,9 giorni, in calo rispetto ai 77,5 giorni del 2014 (81 nel 2012): hanno toccato un minimo sia i termini concordati in fattura (58,6 giorni), sia i ritardi medi (17,3). Nel 2015 è proseguito anche il calo di imprese in grave ritardo ed è tornata ad aumentare la quota di società che paga i fornitori entro i termini concordati.