

Dopo le decisioni del Governo emergono due aspetti chiari.
Da un lato si dà per certo il recupero degli incrementi in corso; dall’altro, la committenza sfrutta l’incertezza per chiedere agli operatori dell’autotrasporto riduzioni dei corrispettivi. Ma i conti si fanno a bocce ferme.
La Fai, pur riconoscendo – come già comunicato – la concreta attenzione dimostrata dal Governo verso l’autotrasporto, ribadisce che l’intera questione va affrontata con la massima cautela. Servono chiarimenti e approfondimenti per evitare nuove incertezze. È evidente, prima di tutto, la necessità di adeguare lo stanziamento di cento milioni: una cifra che appare insufficiente a coprire l’aumento dei costi sostenuti.
Inoltre, è indispensabile intervenire con decisione per bloccare le spinte speculative: alcuni committenti stanno già chiedendo riduzioni dei prezzi di trasporto non giustificate dai fatti. Dire che gli autotrasportatori “sono stati sistemati” non aiuta ed è una definizione lontana dalla realtà.
Va ricordato che il decreto legge deve ancora passare alle Camere, che potranno modificarne i contenuti anche per superare le evidenti incertezze del testo approvato. Allo stesso tempo, il confronto con il Governo resta aperto, per calibrare meglio le misure e renderle davvero efficaci in un contesto che muta di ora in ora.
La Fai, insieme alle altre rappresentanze del settore, lavorerà per garantire certezze agli operatori e invita tutti a evitare falsificazioni e incomprensioni, inutili in un momento così complesso. Realismo, aderenza ai fatti, correttezza e informazione trasparente non possono essere trascurati.
Nell’interesse non solo degli autotrasportatori – che, come ricordiamo dai tempi del Covid, garantiscono la continuità dell’economia – ma dell’intero Paese: per non lasciare spazio a mestatori, irresponsabili e a chi tenta di sfruttare l’incertezza per trarne profitto.