Ascom Torino: migliora il clima di fiducia delle imprese del terziario torinese – 23/07/2016
25 Luglio 2016Commissione Europea: Ue, marcato calo fiducia consumatori a luglio: -1,8 punti, nella zona euro -0,7 – 20/07/2016
25 Luglio 2016Nel primo trimestre del 2016 il PIL in termini reali dell’area dell’euro è aumentato dello 0,6% sul periodo precedente, dallo 0,4% dell’ultimo trimestre del 2015. La crescita continua a essere sostenuta dalla domanda interna, mentre l’espansione delle esportazioni è rimasta modesta. I dati più recenti indicano il protrarsi della crescita nel secondo trimestre del 2016, sebbene a un ritmo inferiore rispetto al primo trimestre. In prospettiva continuiamo ad attenderci che la ripresa economica prosegua a un ritmo moderato. La domanda interna è ancora sorretta dagli effetti delle nostre misure di politica monetaria sull’economia reale. Le favorevoli condizioni di finanziamento e i miglioramenti della redditività delle imprese seguitano a promuovere il recupero degli investimenti. I durevoli incrementi dell’occupazione favoriti anche dalle passate riforme strutturali e i prezzi ancora relativamente bassi del petrolio forniscono un ulteriore sostegno al reddito disponibile reale delle famiglie e quindi ai consumi privati. Per l’area dell’euro ci si attende inoltre un orientamento delle politiche di bilancio moderatamente espansivo nel 2016 e sostanzialmente neutrale nel 2017 e 2018.
Allo stesso tempo, i venti contrari alla ripresa economica dell’area dell’euro includono l’esito del referendum nel Regno Unito e altre incertezze geopolitiche, deboli prospettive di crescita nei mercati emergenti, i necessari aggiustamenti di bilancio in diversi settori e una lenta attuazione delle riforme strutturali. In questo contesto, le prospettive di crescita dell’area restano soggette a rischi al ribasso.
Secondo l’Eurostat, nell’area dell’euro l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC ha registrato un incremento, dal -0,1% allo 0,1%, fra maggio e giugno, principalmente riconducibile alla componente dell’energia e dei servizi. In prospettiva, sulla base dei prezzi correnti dei contratti future per il petrolio, è probabile che i tassi di inflazione restino molto bassi nei prossimi mesi per poi riprendere ad aumentare nel prosieguo del 2016, riflettendo in ampia misura gli effetti base del tasso di variazione sui dodici mesi delle quotazioni dell’energia. Sostenuti dalle nostre misure di politica monetaria e dalla prevista ripresa dell’economia, i tassi di inflazione dovrebbero salire ulteriormente nel 2017 e nel 2018.



