Banca d’Italia – Visco: Riforme importanti, si sono incrinati standard di vita – 13/06/2015

ABI: Mutui, dal Fondo di garanzia casa 30 milioni di euro a giovani coppie – 13/06/2015

16 Giugno 2015

Min Lavoro: La dinamica dei contratti di lavoro Aprile 2015 – 11 giugno 2015 – 12/06/2015

16 Giugno 2015

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16 Giugno 2015

“Come affrontare il cambiamento: sfide per il lavoro”, il titolo dell’intervento del Governatore, incentrato prevalentemente sul tema dall’impatto dell’innovazione sul mondo del lavoro alle giornate del lavoro della Cgil a Firenze.Nel mio intervento odierno vorrei astrarre dalle contingenze del dibattito corrente.Le riforme del mercato del lavoro, della scuola, della pubblica amministrazione sono temi importanti sui quali è acceso il dibattito e molto diverse le posizioni. Al di là della diversità anche profonda di opinioni, queste e altre “riforme strutturali” non sono qualcosa che va fatto perché ci è chiesto da “altri”, siano essi l’Europa, la BCE o i mercati internazionali.Necessari cambiamenti radicali: si sono incrinati quei meccanismi che ci hanno permesso di raggiungere gli standard di vita di cui oggi godiamo. …Le imprese italiane più esposte alla concorrenza della Cina hanno dovuto contrarre i prezzi e i margini di profitto più della media.• Questi sviluppi si sono inseriti sulle preesistenti difficoltà dell’economia italiana dei primi anni novanta. La politica economica ha scelto di accrescere i margini di flessibilità nell’impiego del lavoro soprattutto ampliando il ricorso ai contratti a termine. Questa maggiore flessibilità, unita a una dinamica complessivamente contenuta delle retribuzioni, ha ridotto il costo complessivo del lavoro e ha aumentato la convenienza a impiegare lavoro nei processi produttivi, sostenendone la domanda e riducendo il tasso di disoccupazione al 6,1 per cento nel 2007, dall’11,3 nel 1998. Nonostante la dinamica modesta del prodotto, ne è seguito un aumento importante dell’occupazione. Tuttavia, questa maggiore flessibilità del mercato del lavoro è stata utilizzata da gran parte del sistema produttivo italiano per ridurre i costi di produzione, rinunciando invece ad avviare un profondo e necessario cambiamento strutturale.