Banca d’Italia – Audizione del Governatore Visco sull’attivit? svolta dalla Banca d’Italia nel 2016 – 15/06/2017
19 Giugno 2017Confcommercio – ICC giugno: a maggio consumi in ripresa – 17/06/2017
19 Giugno 2017"Nel 2016 si è interrotta la stagnazione dell’attività economica registrata in Friuli Venezia Giulia nell’ultimo biennio; la crescita, moderata, è stata sostenuta dall’aumento della domanda interna e, in alcuni settori, dalla domanda estera.
Le imprese
Il settore manifatturiero regionale ha continuato a crescere debolmente, beneficiando sia della domanda estera sia di quella interna. La crescita dell’export, concentrata nella cantieristica, ha consentito di recuperare, in parte, la quota di mercato persa nella prima metà del decennio in corso; al netto di tale settore le vendite estere sono rimaste stabili. Nell’edilizia la produzione ha ristagnato. Nel terziario, il commercio al dettaglio ha beneficiato della crescita dei consumi e i settori legati al turismo hanno risentito favorevolmente dell’ulteriore aumento dei flussi turistici. Il mercato immobiliare ha mostrato segni di ripresa.
Gli investimenti delle imprese sono aumentati per il secondo anno consecutivo, favoriti dalla riduzione dei tassi di interesse e dai nuovi incentivi fiscali introdotti dal Governo. Per l’anno in corso gli imprenditori intervistati prevedono una stabilizzazione degli investimenti e dell’occupazione e una crescita del fatturato. Nell’ultimo triennio la redditività delle imprese è aumentata e ha continuato ad alimentare la capacità di autofinanziamento e la liquidità, con una conseguente attenuazione della domanda di credito.
Il rallentamento della domanda di credito e le condizioni di offerta ancora selettive si sono riflessi in un calo dei prestiti bancari alle imprese, che ha interrotto la ripresa del 2015. Pur beneficiando della diminuzione dei tassi di interesse indotta dall’espansione monetaria, le politiche di offerta delle banche continuano a essere improntate alla prudenza, in particolare nella valutazione dei bilanci delle imprese.
La crisi ha selezionato le imprese caratterizzate da una situazione economico-finanziaria migliore che, al contempo, hanno teso a riequilibrare la struttura finanziaria con una diminuzione del grado di indebitamento (leverage) e un allungamento delle scadenze. Nel 2016 l’uscita dal mercato delle imprese a seguito di procedure concorsuali ha rallentato e la rischiosità dei prestiti bancari si è attenuata.



