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11 Luglio 2016Nel 2015 alla perdurante azione della criminalità organizzata ed economica si sono aggiunte le nuove minacce collegate alla recrudescenza del terrorismo internazionale.
Si tratta di fronteggiare possibilità di finanziamento del terrorismo più articolate, basate anche sull’autosostentamento dei gruppi locali e sul supporto di organizzazioni che controllano territori esteri e possono utilizzare fondi derivanti dal commercio illegale di risorse sottratte ai paesi occupati.
Le strategie elaborate dagli organismi internazionali per il contrasto del terrorismo enfatizzano il ruolo dell’informazione finanziaria e della sua condivisione anche al di là dei confini nazionali. La realizzazione di queste strategie comporta la gestione di una massa imponente di dati e un significativo impegno di risorse ma può produrre importanti risultati: grazie anche alle informazioni scambiate fra le FIU, dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre ci è stato possibile ricostruire le tracce lasciate, durante il passaggio in Italia, da uno dei terroristi contribuendo concretamente alla ricostruzione delle sue relazioni e allo sviluppo delle indagini.
Permane elevata l’attenzione alle minacce individuate nella valutazione nazionale del rischio effettuata nel 2014: criminalità organizzata, corruzione, evasione fiscale e altri reati a carattere economico. Il loro contrasto, anche sul piano finanziario, si conferma una priorità.
Le interrelazioni fra criminalità e affari sono sempre più strette e organiche; è spesso difficile scindere le attività illecite da quelle svolte in maniera apparentemente legittima da imprese inquinate.



