Banca dItalia: La ripresa c? anche nel secondo trimestre – 26/05/2015

Istat: Commercio estero con i paesi extra Ue – 26/05/2015

3 Giugno 2015

Ocse: Frenata dellEconomia – 26/05/2015

3 Giugno 2015

Istat: Commercio estero con i paesi extra Ue – 26/05/2015

3 Giugno 2015

Ocse: Frenata dellEconomia – 26/05/2015

3 Giugno 2015

Il 26 maggio si è tenuta lAssemblea Ordinaria dei Partecipanti al capitale della Banca dItalia, 121° esercizio, nel corso della quale il Governatore Ignazio Visco ha dato lettura delle Considerazioni finali:Il risultato lordo del 2014 è sceso a poco meno di 6 miliardi, contro i 6,9 dell’anno precedente. Il Consiglio Superiore propone oggi all’Assemblea di accantonare 1,8 miliardi al fondo rischi generali e 750 milioni alle riserve statutarie. Propone altresì di corrispondere ai Partecipanti al capitale della Banca, tenendo conto anche delle condizioni di mercato, dividendi per 340 milioni. Sulla base delle indicazioni statutarie l’importo riconosciuto allo Stato sarà di 1,9 miliardi, in aggiunta a imposte di competenza per 1,2 miliardi.L’attività di vigilanza su ciascuna di queste banche è condotta da “gruppi congiunti” formati per la maggior parte da personale delle autorità nazionali, in primo luogo, ma non solo, quelle del paese in cui hanno sede gli intermediari. La Banca d’Italia partecipa con 58 analisti nei gruppi che vigilano sulle banche italiane; altri 20 sono presenti in 18 gruppi di vigilanza su intermediari non italiani. Inoltre, 60 ispettori sono impegnati in accertamenti presso le banche significative. Il numero di esperti addetti a queste attività crescerà già dai prossimi mesi.La ripresa c’è anche nel secondo trimestre, sia pure contenuta, ancora da consolidare e messa a rischio dalla disoccupazione. Serve più coraggio nell’innovazione, mentre non si può abbassare la guardia sul contenimento del debito pubblico che dall’inizio della crisi è cresciuto di oltre 30%. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nelle sue «Considerazioni finali», una relazione dove non manca l’attenzione alla politica delle riforme, in particolare il Jobs act, e alla crisi greca. Sul primo aspetto Visco sottolinea come i recenti provvedimenti di riforma del mercato del lavoro abbiano «esteso i meccanismi di sostegno del reddito dei disoccupati e ridotto per i nuovi contratti il disincentivo alle assunzioni a tempo indeterminato». È un segnale positivo, sottolinea il governatore Bankitalia, ma «una valutazione compiuta degli effetti di questi provvedimenti è prematura». Sulla Grecia, sebbene il rischio contagio sia meno pressante grazie al rafforzamento del sistema e agli interventi della Banca centrale europea, resta il pericolo di forti tensioni. «La crisi greca — ha sottolineato — ha avuto finora un impatto limitato ma l’incertezza alimenta tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti».Sull’economia nazionale, Visco spiega che «all’accelerazione delle esportazioni» si sta accompagnando «un recupero della domanda interna. Prosegue il rialzo della spesa delle famiglie, soprattutto per beni durevoli, anche grazie alle migliori prospettive del reddito disponibile». Anche la dinamica degli investimenti è tornata positiva e secondo le valutazioni delle imprese potrà rafforzarsi nel corso dell’anno. «L’aumento del Pil nel primo trimestre interrompe una lunga fase ciclica sfavorevole; proseguirebbe nel trimestre in corso e in quelli successivi» ha fatto sapere il banchiere. Ma in «un contesto ancora difficile, la politica di bilancio ha cercato un equilibrio fra rigore e sostegno dell’economia, in conformità con i margini di flessibilità esistenti nelle regole europee, mantenendo negli ultimi anni il disavanzo entro il 3 per cento del Pil». «Dopo gli interventi fortemente restrittivi imposti dalla crisi di fiducia del 2011 — ha aggiunto Visco — è stato appropriato dosare le azioni di consolidamento di bilancio per non ostacolare la ripresa». Ma, ha sottolineato il governatore, c’è il rischio che la ripresa economica non basti, soprattutto al Sud, a far crescere l’occupazione come è avvenuto in passato all’uscita di fasi congiunturali sfavorevoli. Maggiori investimenti pubblici e privati andrebbero destinati, sottolinea Bankitalia, per l’ammodernamento urbanistico, per la salvaguardia del territorio e per la valorizzazione del patrimonio culturale.A livello nazionale, il ritorno a una crescita stabile, tale da offrire nuove prospettive di lavoro, richiede secondo Visco di proseguire nello sforzo di innovazione necessario per adeguarsi alle nuove tecnologie e alla competizione a livello globale», con «una rinnovata capacità di competere delle imprese italiane» segnalata «da una crescita in volume delle esportazioni di beni maggiore di quella della domanda sui nostri mercati di sbocco, in particolare quelli esterni all’area dell’euro». I risultati delle imprese più efficienti, che hanno aumentato le vendite sui mercati esteri, investito e realizzato innovazioni, contrastano con quelli di una parte considerevole del sistema produttivo, caratterizzata da una scarsa propensione a innovare e da strutture organizzative e gestionali più tradizionali.