Banca d’Italia – Intervento di Ignazio Visco all’assemblea annuale dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) – 2017 – 13/07/2017

Banca d’Italia – Bollettino Economico n. 3 – 2017 – 15/07/2017

17 Luglio 2017

Banca d’Italia – L’economia delle regioni italiane nel 2016 – 13/07/2017

17 Luglio 2017

Banca d’Italia – Bollettino Economico n. 3 – 2017 – 15/07/2017

17 Luglio 2017

Banca d’Italia – L’economia delle regioni italiane nel 2016 – 13/07/2017

17 Luglio 2017

L’economia italiana ha ripreso forza. I più recenti indicatori congiunturali confermano l’accelerazione dell’attività produttiva. Gli ultimi sondaggi presso famiglie e imprese segnalano nel complesso un consolidamento della fiducia su livelli elevati e il riavvio degli investimenti; le prospettive per le esportazioni e l’occupazione rimangono favorevoli. La maggiore crescita si riflette positivamente sugli andamenti del credito, anche se la domanda di finanziamenti da parte delle imprese resta debole, risentendo dell’ampia disponibilità di fondi propri e delle difficoltà di alcuni settori.

La prosecuzione del rafforzamento congiunturale presuppone che continui il miglioramento del ciclo globale, che non aumenti la volatilità nei mercati finanziari internazionali e che le condizioni monetarie e creditizie nell’area dell’euro rimangano fortemente espansive. All’inizio di giugno il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha ribadito la determinazione a mantenere un grado molto elevato di accomodamento monetario; ha valutato che per assicurare una convergenza durevole dell’inflazione verso l’obiettivo di stabilità dei prezzi i tassi ufficiali possano essere lasciati sugli attuali livelli per un periodo di tempo prolungato, ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività che saranno condotti almeno sino alla fine di quest’anno.

Ma per cancellare l’eredità della crisi economica più grave e profonda nella storia del nostro paese, le cui conseguenze sono visibili nei picchi raggiunti dalla disoccupazione, dall’incidenza del debito pubblico sul prodotto e da quella dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti delle banche, serve più di una ripresa congiunturale. In Italia lo sviluppo economico è ancora frenato dalle rigidità e dalle inefficienze del contesto in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttività. Va proseguito il processo di riforma, che richiede impegno da parte di tutti, lungimiranza e interventi volti a lenire i costi della transizione.

Anche le banche devono cambiare, mirando a divenire più resilienti e a recuperare un livello adeguato di redditività.