BANCA D’ITALIA – INTERVENTO DEL GOVERNATORE IGNAZIO VISCO SU “LE PROSPETTIVE E LE NECESSIT? DI RIFORMA DELL’ECONOMIA ITALIANA” A VILLA PAMPHILJ

BANCA D’ITALIA – I PAGAMENTI NEL COMMERCIO ELETTRONICO: UNA MAPPA PER ORIENTARSI

16 Giugno 2020

ISTAT – IL MERCATO DEL LAVORO

16 Giugno 2020

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16 Giugno 2020

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13 Giugno 2020 – Per l’Italia, nelle previsioni pubblicate il 5 giugno nell’ambito dell’esercizio coordinato condotto dall’Eurosistema, abbiamo effettuato un’analisi di scenario, basata su ipotesi alternative in merito alla durata e all’estensione dell’epidemia, alle sue ricadute sull’economia globale e alle sue ripercussioni finanziarie. Lo scenario di base prefigura un calo del PIL del 9,2 per cento; in un secondo scenario basato su ipotesi più pessimiste, coerenti, tra l’altro, con la necessità di contrastare possibili nuovi focolai, la diminuzione del PIL sarebbe del 13,1 per cento.
Tutti gli scenari suggeriscono che la caduta del PIL, sia per l’Italia sia a livello globale, sarebbe concentrata – e per la maggior parte già realizzata – nella prima metà di quest’anno. Sulla rapidità e sull’intensità della successiva ripresa e, in generale, sulle prospettive per il prossimo biennio grava, tuttavia, un’incertezza molto elevata, che riguarda molteplici fattori:
– In primo luogo essa investe il futuro andamento di variabili di natura non economica, quali l’evoluzione dei contagi nei diversi paesi, incluso il possibile riemergere di nuovi focolai, e la durata delle misure di contenimento. Vi è, in sostanza, incertezza sui tempi e sui modi con cui si riuscirà a sconfiggere la pandemia.
– In secondo luogo l’incertezza riguarda la capacità delle politiche di sostegno adottate nei diversi paesi di influenzare la fiducia e i consumi delle famiglie e le aspettative e gli investimenti delle imprese. In altre parole, è assai difficile prevedere, in questa situazione, quante risorse saranno necessarie, come saranno impiegate e quale sarà il loro grado di efficacia.
– Infine, a un livello più profondo, non sappiamo come e quanto l’esperienza della pandemia finirà per modificare i nostri comportamenti, le abitudini di consumo, l’allocazione del possibile aumento del risparmio precauzionale. Ci si chiede quali nuovi bisogni si affermeranno, quali consuetudini saranno definitivamente superate, quali saranno le conseguenze per l’organizzazione della società e dell’attività produttiva. Prefigurare quali saranno i nuovi “equilibri” o la nuova “normalità” che si andranno determinando è molto difficile.
Questa elevata incertezza non deve però costituire una scusa per non agire. È, al contrario, una ragione ulteriore per rafforzare da subito l’economia e per muoversi lungo un disegno organico di riforme, che per molti aspetti è già stato tracciato.