Banca d’Italia – Ignazio Visco: Banche, crisi e comportamenti – 10/11/2016

ALB16257 – Oggetto: Albo Autotrasportatori. Delibera Comitato Centrale sulla quota 2017. Sospensione per sei mesi per le imprese aventi sede nelle zone terremotate.

14 Novembre 2016

Banca d’Italia – sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 09/11/2016

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In Italia la ripresa economica continua ma stenta a rafforzarsi dopo una recessione che per durata e intensità è stata più grave di quella verificatasi negli anni trenta. Contrariamente a quanto accaduto in altri paesi avanzati tra il 2007 e il 2010, da noi la crisi non ha avuto origine nel sistema bancario. È stata accentuata innanzitutto da debolezze strutturali del sistema produttivo nazionale, in ritardo nell’adeguamento alla globalizzazione, al progresso tecnologico e ai mutamenti demografici, e dall’elevato peso del debito pubblico, che ha limitato i margini di manovra della politica di bilancio. Dalla seconda metà del 2011, la crisi del debito sovrano ha determinato per le banche italiane un forte ridimensionamento della raccolta di fondi sui mercati internazionali e un corrispondente deterioramento delle condizioni di costo; in una fase di elevata instabilità finanziaria e di consolidamento dei conti pubblici, la contrazione del credito si è anch’essa riflessa sull’attività economica.

La doppia, profonda, recessione che ha colpito tra il 2008 e il 2014 la nostra economia ha inciso gravemente, a sua volta, sulle condizioni delle banche ed è stata alla base del rilevante aumento dei crediti deteriorati. Analisi di tipo controfattuale condotte in Banca d’Italia mostrano che in assenza della recessione l’incidenza delle sofferenze lorde sul totale dei prestiti alle imprese non finanziarie sarebbe rimasta intorno al 5 per cento, una percentuale sostanzialmente analoga a quella osservata a fine 2007, pari a circa 50 miliardi, contro i 140 registrati alla fine dello scorso anno nei bilanci delle banche italiane.

Nel loro complesso le banche hanno mostrato una sostanziale capacità di tenuta, sorprendente per alcuni osservatori, e non fronteggiano, contrariamente a quanto temuto da altri, una crisi di natura sistemica. Le difficoltà di singoli intermediari, anche medio-grandi, restano circoscritte; la loro serietà non va minimizzata ed esse sono oggetto di attento scrutinio. In più casi l’impatto delle crisi è stato rafforzato da comportamenti fraudolenti e gravemente scorretti.