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Quando la nanza può de nirsi buona? Secondo opinioni diffuse “ nanza buona” è un ossimoro, la nanza è cattiva per sua intima natura, soprattutto in questi tempi moderni in cui essa è accusata di essere solo denaro fatto col denaro, schiuma ne a se stessa, senza alcun legame con l’economia vera, produttiva.

In realtà la nanza è un’infrastruttura di servizio, quindi non è in sé né buona né cattiva, dipende dal modo in cui la si fa funzionare. Secondo un’analogia forse abusata ma sempre ef cace, è come il sistema circolatorio per un organismo umano: è essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’organismo, ma se funziona male o si blocca può condurre a guai seri.

Il sistema nanziario italiano rimane più piccolo che nei principali paesi avanzati del mondo: le attività nanziarie di intermediari e investitori istituzionali italiani sono pari a circa quattro volte il PIL, meno di quanto osservato in Germania e negli Stati Uniti, dove il rapporto è attorno a cinque, in Francia, dove è pari a sei, e nel Regno Unito, dove supera il dieci.

All’interno di un sistema più piccolo, il ruolo delle banche nel nanziamento delle imprese è molto più ampio che altrove: i debiti bancari delle imprese sono quasi il 60 per cento del totale dei loro debiti nanziari; in Germania sono di poco inferiori al 50; nelle altre economie citate oscillano intorno al 30.

La struttura nanziaria italiana non è quindi del tutto coerente col modo moderno di produrre beni e servizi, il quale richiede invece una nanza ampia e articolata.