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28 Novembre 2017Nel 2016 la spesa media per la gestione di un conto corrente è cresciuta di circa 1,1 euro rispetto all’anno precedente e si è attestata a 77,6 euro 3) 4); l’aumento del 2016 succede a una fase di progressiva riduzione, cominciata nel 2010 e proseguita sino al 2015, durante la quale la spesa è calata del 3,4 per cento annuo per una diminuzione complessiva di 14,6 euro (era pari a 91,1 euro nel 2010) 5).
Tra le spese sse si osserva un calo di 1,2 euro nella spesa per i canoni di base, pressoché bilanciata dal congiunto aumento dei canoni per le carte di credito e di debito; le spese variabili sono cresciute di 1,5 euro, ri ettendo l’aumento delle commissioni unitarie; il numero totale di operazioni e ettuate è lievemente diminuito (da 144 a 143 unità).
La spesa mediana è rimasta pressoché stabile e pari a 61,6 euro (61,1 nel 2015); lo scarto tra il primo e il terzo quartile, pari a 73,6 euro, ha continuato a diminuire (era pari a 74,5 e 77,2 euro rispettivamente nel 2015 e nel 2014).
Con riferimento agli oneri sulle aperture di credito in conto corrente, la spesa relativa alla messa a disposizione dei fondi è rimasta stabile e pari all’1,6 per cento del credito accordato. Le commissioni unitarie di istruttoria veloce (CIV), applicate sugli scon namenti, hanno registrato una diminuzione sia per i conti a dati (da 29,7 a 25,5 euro) sia per quelli non a dati (da 26,9 a 19,3 euro) accompagnata da una signi cativa riduzione dell’ammontare degli scon namenti; anche le CIV contrattuali hanno evidenziato una netta diminuzione tra il 2015 e il 2016.
La percentuale di clienti esentati dal pagamento di commissioni sugli a damenti e gli scoperti di conto è rimasta stabile rispetto alla precedente indagine e pari al 39 per cento dei clienti a dati e al 77 per cento dei clienti non a dati; i clienti esentati tendono a scon nare più raramente, per un minore importo e per una durata inferiore rispetto ai clienti non esentati; l’esenzione del pagamento della commissione non sembra essere compensata dal pagamento di più elevati interessi sulle somme prese in prestito.
I conti correnti bancari on line e quelli postali risultano signi cativamente meno costosi dei conti correnti bancari tradizionali e pari rispettivamente a 14,7 e 47,8 euro.



