Attenzione ai venditori di auto taroccate…!!

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Continuare ad acquistare veicoli, per la propria attivit?, da un rivenditore che gli abbia gi? rifilato, per nuovi, veicoli scassati? Spero non esista imprenditore di tale ingenuit?.

Cosa c’entrino i venditori di auto usate ?taroccate? con i problemi delle nostre imprese cerco di renderlo comprensibile con queste modeste osservazioni a commento di quanto sta succedendo in campo associativo.

Sono certo che non esista un imprenditore cos? ingenuo dal voler continuare ad acquistare veicoli, per la propria attivit?, da un rivenditore che gli abbia gi? rifilato, per nuovi, veicoli scassati.

Pur riconoscendoci nella logica di sana competizione che pu? esistere tra le associazioni, Fai ha sempre evitato di agire con offerte tipo ?paghi due prendi tre? nei confronti delle imprese del settore ma sempre invece evidenziato le impostazioni, le scelte e le proposte che la differenziavano da altri.

Riteniamo che la scelta associativa infatti debba rispondere principalmente: ai valori ai quali si fa riferimento, alla qualit?, all’assistenza offerta, alla credibilit?, alla coerenza nei comportamenti. Pensiamo che far scadere il rapporto associativo ad una mera concorrenza sul costo della quota, quasi fosse un bene di primo consumo, sia una scelta dequalificante per coloro che se ne fanno promotori ma squalificante soprattutto per l’immagine della stessa realt? proponente.

Avere associati imprenditori che aderiscono solo per pagare qualche euro in meno ? la stessa cosa che assoldare mercenari per fare le guerre per conto di altri. Succedevano queste cose nel medio Evo e non hanno mai prodotto risultati positivi.

Ognuno ? comunque libero di presentarsi alla categoria come meglio crede e quindi anche chi si presenta sul ?mercato ?associativo, con la logica del venditore di prodotti di bellezza, ha il diritto di proporsi anche se deve per? predisporsi a subire quelle che possono essere critiche che, pur non entrando nel merito delle offerte, evidenzino aspetti, diversit? e comportamenti, anche dei leaders, che caratterizzano l’attivit? dell’associazione.

Il presidente di quella associazione, imprenditore di primo livello, non ha certo brillato per coerenza nei suoi primi anni di attivit? sindacale, lo abbiamo scritto pi? volte.

In due anni non ha perso occasione per accettare supinamente ogni cosa che fosse proposta dal ministro in carica. Dalla burla sulle strisce retroriflettenti, alla sottrazione di 600 milioni di euro di competenza del settore, alla rinuncia di pretendere la spendibilit? di 117 milioni di euro come riduzione del costo del lavoro. Aspetti che pesano sulle imprese.

Non solo si ? pi? volte rimangiato in diverse occasioni le parole date ma nelle trattative ha dato la sensazione di ricercare pi? assicurazioni che garantissero aspettative di pochi senza minimamente tener conto degli interessi dei pi?.

Il risultato di questi comportamenti per ora sono che: alcune imprenditori stanno gi? restituendo il Bonus fiscale, senza che si sia avviata la messa a disposizione delle risorse per sostenere gli investimenti; per gli incentivi sugli acquisti di automezzi pi? ecologici, invece ha condiviso che tali provvidenze riguardassero anche gli investimenti effettuati nell’anno 2007 privilegiando cos? coloro che gi? li avevano programmati nell’anno 2006, ma le risorse ancora oggi non sono rese disponibili, causa una difforme interpretazione che ha indotto il ministero dell’Economia a non controfirmare il provvedimento di spendibilit?.

Oggi il preveggente leader fa correre anche il rischio che gli investimenti effettuati nell’anno 2006 siano non pi? finanziabili.

Resosi conto della possibile fregatura eccolo assumere dura posizione nei confronti proprio di coloro per i quali aveva speso ampi e pubblici riconoscimenti.

Uno sprovveduto o un furbo di tre cotte?

Ognuno si far? la sua opinione e rifletter? se sia proprio il caso di accettare l’offerta commerciale che viene inviata alle imprese aventi pi? di venti autoveicoli, di associarsi all’Anita, ? questa la associazione di cui si tratta, rappresentata da un cos? brillante e disinteressato presidente.

La riflessione se valga la pena rafforzare una realt? dove, le discussioni relative ad alcune scelte si concluderebbero con una frase che pi? o meno suona cos? ?qu? comand io? riteniamo sia d’obbligo per ogni imprenditore che invece ritiene giustamente di dover essere il protagonista della proprie scelte.

Il rispetto degli interessi di tutte le imprese associate deve essere l’elemento intorno al quale si costruisce un rapporto associativo serio; principio al quale la Fai, pur con i suoi errori si sforza da tempo di attenersi.

Per questo riproporre il quesito se siate proprio sicuri sia prudente, per i vostri interessi, acquistare un autoveicolo da chi vi ha gi? pi? volte rifilato, come dicono a Roma, una vera e propria s?la pare cosa buona, giusta e prudente.

Cordialit? vivissime.

Roma li, 7 maggio 08

Fonte:
Redattore: Presidente FAI Conftrasporto Paolo Ugg?