Ascom Pordenone – 03/11/2017
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6 Novembre 2017Il clima di fiducia delle imprese del terziario della provincia di Torino appare in miglioramento e l’outlook a fine anno è destinato a confermare il trend in atto.
Tutto questo si riflette tuttavia solo in parte sull’andamento dei ricavi, giudicati in aumento ma con una dinamica più lenta rispetto agli ultimi trimestri. Soffrono ancora gli operatori del commercio al dettaglio, mentre il progressivo incremento degli arrivi e delle presenze nella provincia, coerentemente con quanto si rileva a livello nazionale, assicura un buon risultato alle imprese del turismo. Questi in sintesi i princiapli risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del Terziario della provincia di Torino realizzata da Ascom Confcommercio Torino e provincia in collaborazione con Format Research
Tuttavia, da questo punto di vista, sussistono alcuni fattori di ostacolo che frenano lo sviluppo, lasciando trapelare la sensazione che esistano ancora ampi margini di miglioramento attualmente non sfruttati. Da una parte, il saldo tra nuove imprese nate e imprese cessate nel comparto colloca la provincia di Torino al di sotto della media italiana. Dall’altra, un’impresa su tre tra quelle del turismo e del commercio al dettaglio dichiara di aver riscontrato una diminuzione del numero di eventi sul territorio nel corso degli ultimi dodici mesi, sia con riferimento ai grandi eventi che interessano la città, sia sulle iniziative locali (feste di via, rassegne territoriali…). Il 44% di esse ritiene che questo abbia in qualche modo inciso negativamente sull’andamento dei propri ricavi.
Non a caso, accanto ai tipici fattori «strutturali» che sono soliti limitare la crescita delle imprese, il 33% indica la riduzione e/o la cancellazione degli eventi sul territorio come una pietra di inciampo importante nel percorso di sviluppo della propria attività. Un numero significativo di imprese ritiene inoltre che la riduzione degli eventi trovi origine da un’applicazione eccessivamente burocratica delle misure di sicurezza introdotte dalle Istituzioni per fronteggiare il mutato contesto. Nel complesso, il 54% delle imprese del commercio al dettaglio e del turismo giudica infatti inadeguate le politiche adottate dalle Istituzioni per la salvaguardia del mantenimento dei livelli di sicurezza.
L’inadeguatezza di tale approccio, secondo l’opinione delle imprese, è riconducibile a due punti: in generale, il tema «sicurezza» non sembra ancora essere affrontato in modo efficace dalle istituzioni preposte, portando il 30% delle imprese a sentirsi oggi «meno sicuro» nei rispettivi territori, centrali e periferici di Torino e della provincia; nel dettaglio, se correlata agli eventi, piuttosto che affrontare operativamente il tema «sicurezza», l’istituzione punta a cancellare e/o spostare gli eventi sul territorio, minimizzando così il rischio ma ottenendo, di converso, un danno di immagine all’esterno. Le preoccupazioni degli operatori sono giustificate dalla convinzione dell’esistenza di una correlazione diretta tra promozione turistica ed eventi sul territorio: un maggior numero di eventi (meglio se di stampo culturale) attraggono turisti, con conseguente aumento dei ricavi (la pensano così tre imprese su quattro).
"Non possiamo pensare – commenta la presidente Maria Luisa Coppa di limitarci per paura o per la troppa burocrazia. Non sono solo diminuiti gli eventi ma è anche venuta meno la comunicazione: Si dovrebbe riprendere l'abitudine del confronto con le Istituzioni, un metodo che ci ha fatto fare grandi cose nel passato: Sollecitiamo fortemente tavoli di confronto su temi specifici. Oggi manca il ruolo dell'Amministrazione pubblica che era quella di chiamare tutti i soggetti intorno ad un progetto. L'assenza di questa forza propulsiva della politica penalizza le nostre imprese."



