Ci sarà un futuro per la Sicilia ? – Lettera di FAI Sicilia sulla situazione delle infrastrutture dell’isola

15 Novembre 2007

Contributi annuali dovuti dai titolari di licenze individuali e di autorizzazioni generali ai servizi postali

15 Novembre 2007

Ci sarà un futuro per la Sicilia ? – Lettera di FAI Sicilia sulla situazione delle infrastrutture dell’isola

15 Novembre 2007

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15 Novembre 2007

È inutile negarlo anche qualche nostro dirigente imprenditore era stato assalito dal dubbio, lo si capiva da qualche ragionamento che circolava al nostro interno. Il nostro Presidente forse si è lasciato coinvolgere dalla passione politica e ci ha portato all’isolamento non sottoscrivendo il protocollo d’intesa il 7 febbraio u.s.. Pensiero legittimo, anche se ispirato da qualcuno in malafede, ma non rispondente alla realtà.
Oggi però come spesso succede la verità viene a galla ed a rendersene conto sono proprio quelle associazioni che avevano sottoscritto quel fumoso protocollo d’intesa; rese più debole ancora una volta la categoria dividendola, pubblicizzato ai quattro venti i risultati positivi dell’intesa.

Oggi, basta leggere i comunicati dei leaders di Anita e Fita, emergono le verità.

La Fai e le associazioni del Cuna avevano visto giusto. Il protocollo del 7 febbraio non è stato attuato completamente in parti significative (riforma, controlli, ricostituzione Albo e Consulta, autonomia contabile Albo etc) e non sono ancora stati resi disponibili 185 milioni di euro relativi alla riduzione del costo del lavoro. Aspetti questi che erano intuibili da una attenta lettura di quella sciagurata intesa.

Un presidente di una associazione, in una Sua lettera inviatami a conclusione della vertenza, si era dichiarato disponibile a rassegnare le dimissioni. Alla luce delle esternazioni di questi giorni forse sarebbe bene che quelle dimissioni le rassegni, non a me, ma ai suoi aderenti. Infatti quel protocollo ha innescato il taglio delle risorse per il settore anche per il 2008; la sottoscrizione del protocollo delle Alpi, senza alcuna garanzia per la nostra economia; il mancato avvio di una politica dei trasporti, fondata sul sostentamento delle imprese che intendono crescere come invece previsto nel Patto della logistica; l’appropriazione da parte dello Stato delle risorse destinate al settore con legge n° 454/97; la riduzione delle somme destinate con finanziaria del 2008.

Non c’è che dire: un bel risultato!

La vicenda arriverebbe a toccare livelli di comicità inediti, se non ci fosse da piangere, leggendo l’intervista che il titolare del dicastero dei trasporti ha rilasciato al Sole XXIV Ore.

Il Ministro Bianchi non solo conferma i tagli apportati ma indica nelle associazioni di categoria (quelle ovviamente firmatarie dell’intesa) le responsabili di tali decisioni. Secondo il Ministro non solo queste erano a conoscenza di tale ipotesi, il taglio in finanziaria 2008, ma erano pure d’accordo. Ma vi è di più, sostiene sempre il Ministro, se nel 2007 non sono state spese le risorse disponibili la colpa è sempre delle medesime associazioni che non hanno saputo utilizzare quelle risorse.

Personalmente sono spesse volte stato critico nei confronti dei colleghi di altre federazioni ma a questa “bufala” faccio fatica a credere. Proprio per ristabilire la verità dei fatti ho presentato un interrogazione urgente al Ministro, il cui testo è disponibile al link sotto riportato, con la quale si chiede conferma e chiarimenti di quanto affermato nell’intervista.

A leggere le dichiarazioni rilasciate, i leaders presi in giro, sembrerebbero intenzionati a fare sul serio. Staremo a vedere. Le autonomie decisionali di alcune di quelle associazioni sono tutte da dimostrare.

La Fai è sempre disponibile a confrontarsi con tutti purchè nella chiarezza. Anche da parte nostra vi possono essere stati errori ma, proprio al fine di evitarne altri, riteniamo sia necessario seguire la strada della chiarezza. Noi non siamo più disponibili a danneggiare ulteriormente la categoria. Auspichiamo questo ma non demordiamo nel proseguire la nostra strada che sarà quella di sempre.

Confronto con gli operatori del settore sui fatti e non sui desideri che si reggono sul nulla.

Paolo Uggé