ATTENZIONE – Pubblicata la circolare Utenti n? 6 / 2002
14 Febbraio 2002
Statistica sul costo del gasolio in Italia anno 2002 e raffronto con i Paesi area ?
18 Febbraio 2002

Avevamo temuto che le ardite teorie del Ministro Tremonti sul recupero del bonus fiscale alla fine non sarebbero state condivise da Bruxelles ma mai avevamo pensato potesse manifestarsi una distonia con l’Agenzia delle Entrate che sostiene tesi opposte a quelle che il Ministro dell’Economia ha illustrato a Palazzo Chigi alle associazioni degli autotrasportatori. “Il recupero del bonus è un falso problema perché è prescritto”, sostiene il Professor Tremonti, ma l’Agenzia delle Entrate, citando una sentenza della Corte di Giustizia UE e due sentenze della Corte Costituzionale, sostiene invece che la prescrizione è decennale. Anche la strada dei ricorsi alle commissioni tributarie viene puntualmente negata. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate invita i competenti uffici territoriali a richiedere il versamento di una cifra corrispondente al credito di imposta indicato dal contribuente in sede di dichiarazione per gli anni 92, 93 e 94 e, in caso di mancato pagamento, dispone l’iscrizione a ruolo in via definitiva. Appare ora definitivamente certo e chiarito che il bonus va restituito, come più volte affermato in questa rubrica, ma oggi tuttavia anche il costo zero, cioè la partita del giro che aveva garantito l’Onorevole Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio e oggi Presidente della Commissione Europea, rischia di divenire problematica anche perché l’allungamento dei tempi non ha certo giovato. Una cosa è certa; sulla vicenda del recupero del bonus fiscale si può aprire una conflittualità dagli esiti incesti che rischia di coinvolgere puntualmente il Paese. Indicare una possibile via d’uscita non è semplice; le complessità delle questioni fanno intuire che se il tutto non troverà soluzione al massimo livello politico europeo le condizioni per una via d’uscita accettabile non si determineranno. Le associazioni dell’autotrasporto sono per prime interessate e disponibili a collaborare per ricercare le strade possibili da percorrere. Ciò che necessita è la consapevolezza di tutti su quale sia la dimensione del problema. Al di là dei fenomeni di protesta si dovrebbe pensare anche alle conseguenze. Quante imprese saranno costrette a chiudere l’attività? Quali le conseguenze per i lavoratori e le loro famiglie? Quali danni infine per l’economia del Paese? Sicuramente l’attuale esecutivo si trova a gestire una situazione determinatasi, per errori del passato, ma i ragionamenti retrospettivi a poco servono se non aiutano a risolvere il presente. Nelle prossime settimane la questione dovrà essere affrontata una volta per tutte. Gli autotrasportatori italiani da tempo chiedono di essere europei sempre. Se si determinassero le medesime condizioni operative, se esistessero le stesse opportunità, se infine, si sopportassero i medesimi costi le ipotesi di soluzioni sarebbero più facili a ricercarsi. Ma se si continua a consentire a semplici burocrati di modificare con provvedimenti amministrativi quanto definito a livello politico con il Ministro, come si è verificato sul calendario dei divieti di circolazione, o che si prosegua nel ritardare l’emanazione dei provvedimenti concordati anche i più ben disposti finiranno per mutare parere.