
Comunicazioni del Presidente del 13 marzo 2009
13 Marzo 2009
Sciopero Territoriale CGIL
17 Marzo 2009Dopo l’annuncio del premier Berlusconi sulla rimessa in moto dei finanziamenti per rilanciare l’economia e creare i presupposti per uscire dalla crisi, ripercorrendo vie intraprese nel passato e colpevolmente abbandonate dal governo Prodi, i commenti si sono sprecati. Non ? intenzione di Conftrasporto aprire inutili polemiche con chi la pensano in modo opposto, n? assurgere a difensore dell’Esecutivo. Ma riteniamo proficuo supportare le ragioni della realizzazione del ponte sullo Stretto, progetto strettamente connesso al potenziamento delle infrastrutture e di grande lungimiranza, perch? riverser? positivit? sull’economia europea e in particolare italiana. Catalogare la decisione di destinare risorse per far ripartire quell’opera come un monumento alla megalomania o, peggio, a un’iniziativa propagandistica ? molto lontano dai fatti. Pi? realistico sarebbe ricordare che la scelta del ponte appartiene innanzitutto alle decisioni che l’Unione europea effettu? quando volle individuare gli interventi indispensabili per lo sviluppo dell’intera economia continentale. La Commissione europea indic? le grandi reti Ten e i corridoi di comunicazione, ben 4 di questi da realizzarsi nel nostro Paese. Il corridoio V, che collega Lisbona a Kiev; il corridoio XXIV, che collega i due mari e i porti di Genova con Rotterdam; il corridoio VIII, Bari Durazzo-Varna e, infine, il corridoio I, Berlino Palermo, che ricomprende la variante di valico, la Salerno-Reggio Calabria e il ponte sullo Stretto. Per quei progetti furono approvati dagli organismi europei finanziamenti e i Paesi interessati dovettero assumere impegni che devono, pena la perdita di credibilit?, essere mantenuti. I corridoi, che attraversano l’Europa centro orientale, i Balcani e collegano il Centro Europa, ricoprono un ruolo essenziale per la crescita economica della futura Ue. Interesse preciso dell’Italia invece ? non perdere la centralit? geo-politica nel contesto dell’Europa allargata all’Est e conquistare uno spicchio di mercato nel grande business della logistica mondiale. Oggi pi? di 400 milioni di TEU (Twenty-Foot Equivalent Unit, la misura standard di volume dei container che circolano nel mondo). Nella classifica europea Gioia Tauro ? al 7? posto, con 1/3 di TEU movimentati rispetto a Rotterdam. Genova ? all’11?. Nel mondo i due porti italiani sono classificati al 15? e al 18? posto. Intorno al mondo dei container la partita ? aperta. Non solo i flussi di merce saranno sempre meno atlantici, ma sia attraverso Suez sia dai Paesi del Nord Africa il tempo di transito render? pi? vantaggiosi i nostri porti rispetto a quelli del Nord Europa. L’Italia non pu? perdere quest’occasione! A riprova di quanto sia strategicamente intuitiva la scelta del governo, ricordo la decisione assunta dal governo giordano di realizzare ad Aqaba un grande hub logistico per intercettare i flussi delle merci, sottraendoli ai vicini Paesi mediorientali. Fare logistica, dunque, ? investire sul futuro. Ecco perch?, oltre a favorire la realizzazione di una citt? lineare tra Reggio e Messina, il ponte ? l’elemento che collegher? la piattaforma logistica pi? avanzata nel Mediterraneo, proiettata verso nuovi mercati. L’Italia deve, per la sua credibilit? in Europa, dare vita a un progetto condiviso che, in tempi certi, definisca le opere da realizzare e le porti a compimento. Il ponte ? un’opportunit? che non pu? andare perduta. Per questo, nell’interesse del Paese e delle nostre imprese (e di nuovo segnaliamo il silenzio di chi rappresenta il mondo produttivo), la Fai Conftrasporto si schiera a difesa di un’opera imprescindibile. I tempi possono essere dilatati, purch? certi, ma metterne in dubbio l’utilit? ? un errore che rischieremmo di pagare caro.


