
L’Unatras chiede la ripresa del confronto con il Governo
18 Settembre 2009
TRI09187 – Oggetto: Principali adempimenti fiscali e previdenziali del mese di ottobre 2009.
18 Settembre 2009Richiesta di proroga dell’obbligo di montaggio del dispositivo rallentatore di velocit? e dell’A.B.S. Intervento della Conftrasporto.
I veicoli cisterna che fin’ora hanno usufruito di una deroga, prevista dall’A.D.R, per trasportare delle merci pericolose in assenza dei dispositivi A.B.S e rallentatore di velocit? (si tratta, principalmente, di quelli immatricolati per la prima volta fino al 30 Giugno 1993), dal 1 Gennaio 2010 devono obbligatoriamente montarli a pena dell’inutilizzabilit? nel trasporto in A.D.R (cfr paragrafo 9.2.1.1 dell’Accordo).
La Conftrasporto, insieme alle altre associazioni dell’Unatras, la Assopetroli e la Confcommercio, sono intervenute scrivendo al Ministro dei Trasporti On.le Matteoli ed a quello dello Sviluppo Economico On.le Scajola, chiedendo loro (sulla falsariga di quanto ? gi? accaduto in Francia) di prorogare l’entrata in vigore di questo obbligo, limitatamente alla circolazione in ambito nazionale.
Di seguito, riportiamo il testo dell’intervento.
?Le scriventi associazioni sono fortemente preoccupate per le conseguenze legate all’imminente scadenza della deroga stabilita al capitolo 9.2 dell’A.D.R, che dal 1 Gennaio 2010 render? impossibile l’utilizzo per il trasporto di merci pericolose in regime A.D.R, dei veicoli cisterna privi dei dispositivi A.B.S e del rallentatore di velocit?.
Tale preoccupazione ? peraltro aumentata dopo che nella seduta dello scorso 21 Luglio, la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha approvato un Ordine del giorno presentato dagli On.li Terranova e Garofalo, che impegna il Governo a vietare sempre dal 1 Gennaio 2010, la circolazione ?a tutti i veicoli ritenuti non pi? sicuri in base alle disposizioni ADR che abbiano oltre i 15 anni di anzianit? massima di servizio dalla data di prima immatricolazione?.
Le scriventi ritengono che l’approvazione del predetto ordine del giorno sia un fatto molto grave: nell’arco di pochi mesi, infatti, si vorrebbero costringere le imprese a togliere dalla circolazione pi? di 10.000 veicoli (secondo una stima prudenziale), trascurando il fatto che la maggior parte di esse non ? economicamente in grado di rimpiazzarli in tempo utile per onorare i contratti in essere. Non solo, ma al sacrificio richiesto alle nostre aziende non corrisponderebbe certamente un adeguato incremento dei livelli di sicurezza sulle strade, visto che questi automezzi vengono regolarmente sottoposti: ogni anno alla revisione prevista all’art. 80 del c.d.s; ogni tre anni alla prova di tenuta per il controllo della pressione di esercizio; ogni sei anni alla prova di pressione idraulica. Si tratta di prove molto rigorose che, una volta superate, garantiscono la piena affidabilit? del veicolo per cui non si comprende per quale motivo le imprese dovrebbero privarsi, da subito, di mezzi che secondo gli Uffici della Motorizzazione sono da ritenere integri e sicuri.
Tenuto conto di queste considerazioni, le scriventi auspicano che il Governo si avvalga (come, per inciso, hanno gi? fatto altri Paesi della U.E come, ad esempio, Francia) della disposizione prevista dall’allegato 1, paragrafo 1.2 della direttiva U.E 2008/68 (versione 2009 A.D.R), per consentire ai mezzi che finora hanno beneficiato della citata deroga del capitolo 9.2 dell’A.D.R, di poter continuare a circolare esclusivamente sul territorio italiano senza doversi dotare dell’A.B.S e del rallentatore di velocit?, i quali, oltretutto, in molti di questi veicoli non possono essere montati per difficolt? tecniche. Allo stesso tempo Vi comunichiamo che le scriventi propongono l’avvio di un immediato confronto, per discutere e programmare la sostituzione graduale dei veicoli cisterna pi? anziani, tenuto conto che stiamo analizzando un settore di mezzi ?specializzati? la cui sostituzione ? costosa e, inoltre, richiede lunghi tempi tecnici per l’allestimento.
In mancanza di quanto da noi urgentemente auspicato, non possiamo non segnalare, infine, il nostro timore relativo a possibili difficolt? per il trasporto dei prodotti energetici, specie nelle zone di pi? difficile accesso.?


