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La “Rilevazione sull’IT nel sistema bancario italiano – Profili tecnologici e di sicurezza” analizza, in questa edizione, il tema del cloud, con particolare attenzione ai fattori che inducono a scegliere questa innovativa modalità di sourcing e alle motivazioni che ne ostacolano l’adozione. Il campione dell’indagine è costituito da 22 gruppi bancari1, che rappresentano l’87, dell’insieme dei gruppi bancari in termini di totale attivo2. 

Oltre il 70% dei gruppi del campione esaminato dichiara di considerare il cloud nelle strategie IT del gruppo: il 59,1% lo ha già adottato in via definitiva, il 4,6% lo utilizza in via sperimentale e un 9,1% ne prevede l’adozione nel triennio 2016-2018.

Il trend di spesa previsto per servizi in cloud viene indicato in crescita dalla quasi totalità dei gruppi. Emerge in generale una certa difficoltà nel quantificare i benefici ottenuti: a fronte di un 57,1% di gruppi che non è in grado di valutare i risparmi conseguiti, il 21,4% dichiara una percentuale di risparmio inferiore al 5% e un altro 21,4% superiore al 20%. 

Trai i 16 gruppi che utilizzano il cloud o ne prevedono l’adozione entro il 2018, la maggior parte (87,5%) ha già avviato iniziative di integrazione dei servizi cloud con l’architettura informatica aziendale. 

Quasi tutti i gruppi (86%) si avvalgono di più di un cloud service provider; i fornitori di riferimento appartengono a più aree geografiche e mediamente, per ciascun gruppo, un quarto dei provider è dislocato in Italia, i due terzi in un Paese dell’Unione Europea – Italia esclusa – e solamente una quota marginale si trova in un paese fuori dall’area UE. 

I requisiti ritenuti più importanti nella selezione di un cloud service provider sono esperienza nel settore/maturità delle soluzioni offerte e garanzie di privacy/sicurezza dei dati, che trovano anche riscontro nell’offerta dei fornitori. Mediamente il 69,7% dei gruppi ha trovato risposta alle esigenze ritenute più importanti, a fronte di un 13,9% che si dichiara insoddisfatto delle proposte di mercato. 

I benefici maggiormente attesi dai gruppi sono rapidità di allestimento di ambienti di test (78,6% dei gruppi), scalabilità (64,3%), flessibilità di utilizzo (57,1%), velocità di implementazione di soluzioni innovative e riduzione del time to market (entrambi al 50%).