Unioncamere: presenta Rapporto Economia 2015 – 21/05/2015
26 Maggio 2015Agenzia delle Entrate: Balzo in avanti per mutui, compravendite e condizioni di accesso all’acquisto della casa: come sta cambiando il mercato delle abitazioni – 21/05/2015
26 Maggio 2015La diseguaglianza dei redditi in Italia è leggermente superiore alla media OCSE. Essa è cresciuta a partire della metà degli anni ’80 come in molti altri paesi OCSE tra cui Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Spagna.In Italia, il reddito medio percepito dal 10% più ricco della popolazione è stato di 11 volte superiore a quello percepito dal 10% più povero nel 2013.L’impatto della crisi sui redditi delle famiglie non è stato uniforme. In Italia il maggior peso della crisi è stato sostenuto dal decimo più povero della distribuzione dei redditi. Il reddito del primo decimo è diminuito in media del 4% tra il 2007 e il 2011, mentre il reddito mediano è diminuito del 2% e quello del 10% più ricco dell’1%. Un andamento simile è stato osservato nei paesi mediterranei come la Grecia e la Spagna, dove il reddito delle fasce della popolazione con i redditi più bassi è diminuito del 13% in entrambi, mentre il reddito mediano è diminuito meno (8% e 4% rispettivamente).La povertà è notevolmente aumentata durante la crisi in Italia rispetto a molti altri paesi, soprattutto quando misurata con una soglia di povertà fissa nel tempo (cioè al livello pre-crisi). La cosiddetta povertà ancorata è aumentata di 3 punti tra il 2007 e il 2011, il quinto livello più alto tra i paesi OCSE.I bambini sono la fascia detà con la più alta incidenza di povertà (17%, rispetto al 13% in media nellOCSE). I giovani di età compresa tra i 18-25 hanno anchessi tassi di povertà leggermente superiori rispetto alla media OCSE (14,7% rispetto al 13,8%). Gli anziani (di età di 65 anni o più) hanno invece un tasso di povertà più basso rispetto alla media OCSE (9,3% rispetto a 12,6%).



