Sicurezza e incentivi I fondi per le autostrade necessari e bloccati. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 30 maggio 2009

Sulla sicurezza alla guida ognuno fa strade diverse e le norme si confondono. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 23 maggio 2009

3 Giugno 2009

Lettera aperta al deputato Fogliari del P.D.

4 Giugno 2009

Sulla sicurezza alla guida ognuno fa strade diverse e le norme si confondono. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 23 maggio 2009

3 Giugno 2009

Lettera aperta al deputato Fogliari del P.D.

4 Giugno 2009

Il Governo ha rispettato l’intesa sottoscritta mettendo nei capitoli di bilancio le risorse necessarie per adempiere a quanto concordato con la categoria. Questo ? innegabile. Gli imprenditori tuttavia non hanno ancora la disponibilit? di gran parte di quelle risorse che rimangono per ora solo sulla carta, annotate nei capitoli del bilancio dello Stato, in attesa dei provvedimenti che li facciano divenire aiuti concreti per le imprese di trasporto in grave difficolt?. Se per i ritardi sulle norme che riguardano le spendibilit? vi deve essere una certa comprensione, quello che non ? giustificabile ? il ritardo sulla parte che investe gli aspetti normativi. La sensazione ? che la poca dimestichezza o il pressappochismo siano le ragioni che hanno impedito l’attuazione di quanto convenuto. Assumiamo, per esempio, il Regolamento attuativo del decreto legislativo n? 284 che definisce il riassetto di due organismi importanti: l’Albo e la Consulta. Dato per licenziato dal Consiglio di Stato nel corso della prima e, per ora unica, riunione della Consulta, il provvedimento ? stato fatto invece oggetto di osservazioni da parte del Consiglio di Stato e pertanto ? ancora inefficace. Per dare un’idea della dilatazione dei tempi, il decreto risale a tre anni fa. Questo ha impedito la ripresa dell’attivit? di un organo che era divenuto il luogo di mediazione e di prevenzione dei conflitti tra interessi diversi e, per taluni aspetti contrapposti, evitando che nel settore si instaurassero tensioni. Nell’attuale legislatura, dopo due anni di inattivit? voluta dal Governo Prodi, la Consulta avrebbe dovuto riprendere a gestire l’attuazione delle nuove norme della riforma, attraverso l’Osserva torio. Non essere riusciti a far partire la macchina ? la riprova di un evidente disinteresse. Sempre a distanza di un anno si ? ancora in attesa della piena operativit? della scheda di trasporto, dell’istituzione dell’autorit? di controllo e delle disposizioni sull’incidenza del gasolio, utile, a fornire quei parametri di sicurezza che sono alla base della riforma, della spendibilit? degli incentivi per gli acquisti dei veicoli Euro 5 che quasi certamente non arriveranno neppure entro giugno. Non vogliamo accusare: solo mettere in fila fatti affinch? ognuno possa trarre le conclusioni. Anche se analizziamo le recenti modifiche apportate al Codice della Strada vediamo come di fatto il Governo non sia riuscito a introdurre modifiche in linea con la linea concordata. Sicurezza e tutela della professionalit? delle imprese di trasporto che operano nel rispetto delle norme potevano essere garantite con la previsione, almeno nei casi di incidenti che determinano feriti gravi o decessi, di controlli obbligatori presso i componenti della filiera. Nelle modifiche approvate, alla presenza del Governo, si prevedono s? dei controlli, ma solo per le imprese di trasporto e non per accertare le eventuali responsabilit? da condividere di tutti i soggetti che partecipano a una operazione di trasporto. Sono esempi questi che lasciano intravedere una situazione disorganica, che soprattutto non mira a garantire che i contenuti dell’accordo del giugno 2008 siano rispettati e che potrebbero indurre la Conftrasporto a dei ripensamenti anche sulla legge che ha introdotto la liberalizzazione regolata e legata al rispetto delle norme sulla sicurezza stradale. Fai Conftrasporto ? da sempre disponibile al confronto, ma non pu? che constatare come gli incontri al ministero delle Infrastrutture abbiano prodotto per lo pi? rinvii. Per questo ribadisce l’appello rivolto alla Presidenza del Consiglio perch? intervenga nei confronti di quei dicasteri che hanno dimostrato di sottovalutare il rischio che la categoria possa decidere di dar sfogo alla forte delusione, magari in concomitanza con eventi di rilievo internazionale. PAOLO UGG?