

Chi pensa di combattere la battaglia contro l’uso di droga o l’alcol da parte di chi si mette poi al volante utilizzando come unica arma il codice della strada ha sbagliato completamente strada. I responsabili di Fai Conftrasporto l’hanno detto e ripetuto in pi? occasioni, sottolineando come un tema di straordinaria importanza come quello della sicurezza stradale non possa essere affrontato in modo del tutto scoordinato, lasciando per di pi? che la stampa, magari andando oltre il reale senso delle dichiarazioni degli uomini di governo, offra ipotesi di soluzioni su un tema cos? delicato e sensibile. Soluzioni che puntualmente finiscono col creare aspettative difficili se non impossibili da soddisfare. ? in questo contesto di (pochissime) luci e (moltissime) ombre che s’in serisce l’ipotetica proposta, attribuita al ministro Maroni, di revocare in modo permanente il permesso di guidare a coloro che vengono trovati al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Un’ipotesi che ha avuto un’ ampia eco sui media perch? il tema “lotta alla droga” ? certamente al centro dell’attenzione di gran parte dei cittadini, in modo particolare quando queste sostanze sono la causa di incidenti stradali. Non faremmo un buon servizio ai nostri concittadini e rischieremmo di deludere tutti coloro che soffrono per essere stati colpiti dalla perdita di qualche congiunto se rinunciassimo al necessario senso di responsabilit? invitando tutti a evitare di ipotizzare misure d’improbabile attuazione. La Fai Conftrasporto, proprio dalle pagine di Libero, ha avanzato nelle scorse settimane alcune idee sugli interventi relativi alla sicurezza stradale lanciando la proposta della tolleranza zero riassunta nello slogan ?chi beve o si droga non guida?. Nelle varie proposte c’era anche quella di prevedere, come requisito essenziale per poter conseguire la patente di guida, la prova di non essere consumatori di sostanze stupefacenti o alcolizzati cronici.