

Non c’? dubbio che sui media in queste ultime settimane siano state trattate a pi? riprese tematiche che portano tutte a competenze assegnate al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Sicurezza stradale e trasporto aereo indubbiamente rientrano in quelle del ministro Matteoli e, avendo come denominatore comune gli interessi dei cittadini, necessitano di provata competenza. La questione Alitalia, sicuramente il tema che pi? di altri ha attirato l’attenzione di giornali, tv e radio per i risvolti che riversa sulla mobilit? dei cittadini e per le ricadutechea livello internazionale potr? avere sulla credibilit? del nostro Paese, ha fatto registrare sinergie positive tra i ministri coinvolti. Per quanto riguarda la sicurezza si ? invece innescata una miscela dannosa, frutto di una evidente voglia di protagonismo ma anche di scarsa conoscenza da parte di chi si ?immaginato di affrontare la doverosa e giusta lotta alla droga utilizzando norme che riguardano la sicurezza della circolazione e quindi di competenza del dicastero dei trasporti. ? nostra convinzione che tale seria e importante battaglia di civilt? non si faccia con il codice della strada. Lo abbiamo fatto presente, inascoltati, pi? volte. Se veramente si vuole combattere la piaga di coloro che si mettono alla guida in condizioni alterate, la strada da seguire ? una sola: la tolleranza zero. Chi guida non beve e non si droga e, conseguentemente, chi beve o si droga, non guida. Anche se questa fermezza subir? delle contrariet? (ricordiamo quelle nei confronti del ministro Sirchia) questa ? l’unica possibilit? seria che annulla la possibilit?, oggi utilizzata, di ritardare gli accertamenti o rifiutarsi di effettuarli. Se si sceglie la gradualit? e si lasciano in vigore normative che differenziano le sanzioni a seconda del livello di alcool riscontrato nel sangue, smettiamo di lamentarci di quanto avviene sulle strade. Ecco perch? definiamo inefficace la norma (che fa il paio con il divieti di trasporto dei cani sui treni per il rischio pulci e zecche quasi che per fermare questi animaletti sia sufficiente una gabbia) che riguarda lavoratori che effettuano mansioni pericolose per l’incolumit? altrui. Anche in questo caso non si sceglie di intervenire a colpire il soggetto che si mette in condizioni di essere pericoloso ma si scaricano su terzi, in questo caso le imprese, obbligazioni di non facile applicazione. Cos? come non si ? voluto ascoltare i pareri dei medici veterinari per il divieto di trasporto dei cani sui treni, altrettanto ? accaduto per le osservazioni dei medici del lavoro e di igiene industriale, indirizzate a far recedere da una scelta complessa onerosa, di poca utilit? e che fa credere alla gente che si sia debellato il grave problema di coloro che si mettono alla guida sotto l’effetto di droghe. Ovviamente non ? cos? e questo sar? un boomerang per la credibilit? del governo. Un esempio viene proprio dal trasporto merci dove pi? del 70 per cento dei conducenti sono padroncini, cio? lavoratori autonomi, pertanto non assoggettati alla normativa. Senza dimenticare poi che la maggior parte di coloro che sotto l’effetto di droghe ammazzano la gente, non sono i lavoratori. Sarebbe il caso allora che il ministro Matteoli riconducesse a s? le norme sulla circolazione, di sua stretta competenza, evitando che interventi estemporanei oltre a sminuire la credibilit? di un dicastero, fondamentale per la sicurezza, vendano solo fumo, determinando aspettative che non potranno mai essere soddisfatte. PAOLO UGG?