Contro gli incidenti, leggi pi? severe e un’informazione corretta- Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 23 agosto 2008

Un monitor che dona il sorriso ai neonati. La pi? bella consegna. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 9 agosto 2008
16 Dicembre 2008
L’authority non basta Solo il governo render? sicure le autostrade – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 30 agosto 2008
16 Dicembre 2008

In ogni occasione in cui si parla di incidenti sulle strade, i commentatori si soffermano sul dolore dei sopravvissuti o sulla spettacolarizzazione dell’accaduto e poco sul perch? avvengono. Certo ? pi? impegnativo, ma ? il modo corretto di fare informazione, aiutando i lettori a comprendere le ragioni di simili episodi. Solo questa nuova cultura dell’informazione, unita a controlli sempre pi? capillari e a norme pi? severe e, soprattutto, applicate, pu? dare risposte risolutive al tema della sicurezza stradale. Sui nostri assi portanti di comunicazione, ferro e gomma, il rischio di saturazione ? reale. A fine anni ’90 i nostri porti movimentavano 300 milioni di tonnellate e 3 milioni di Teu (la misura standard del volume del container): oggi i porti movimentano 500 milioni di tonnellate e oltre 10 milioni di Teu; nell’intero arco alpino sono transitati alla fine degli anni ’70 “solo” 19 milioni di tonnellate che nel 2007 sono diventati oltre 150 milioni e, se nulla accadr?, questa impressionante moltiplicazione porter?, fra 2012 e 2014, alla saturazione, allungando i tempi di attraversamento all’inverosimile. ? in corso un cambiamento sostanziale del bacino dei consumi: solo in Europa sono esplosi i consumi dei Paesi dell’Est, la Cina ha avuto per 6 anni una crescita del Pil del 12%; i costi della congestione, solo nelle grandi aree urbane, sono stimati intorno ai 9 miliardi di euro, il consumo dei carburanti ? stato nel 2007 pari a 34 miliardi e la sinistrosit? sulle strade ha generato 280mila incidenti, con oltre 5600 morti, con un costo “sociale” che oscilla intorno ai 20 miliardi di euro. Domandarsi se sia stato improvvido bloccare o ritardare il processo d’infrastrutturazione del Paese ? superfluo alla luce dei dati. Sembrerebbe ovvio che alcune priorit? debbano essere assicurate e debbano raggiungere precisi obiettivi, ma per molti ovvio non ?. In questa situazione, quale sviluppo si pu? profilare per la nostra economia e come si potr? affrontare il tema della sicurezza, costretta a fare i conti con un rischio d’incidenti elevato all’ennesima potenza? Il mare del Nord, il mar Nero e il mar Mediterraneo diverranno i bacini complementari che mirano a ottimizzare le filiere logistiche e le filiere trasportistiche, diventando tessere di un mosaico delle convenienze. Il Mediterraneo diverr? il centro del sistema delle convenienze, un sistema che trover? una complementariet? funzionale agli altri due bacini. Fanno sorridere coloro che, come soluzione di tutti i mali, indicano il ricorso alle autostrade del mare o allo sviluppo delle ferrovie da assicurare attraverso una penalizzazione del trasporto stradale. I comunicatori hanno un grande compito di professionalit? e di responsabilit?, in quanto devono saper trasmettere le esatte sensazioni. Se non riusciamo a comprendere e a far comprendere ci? che succeder?, corriamo il rischio che tra 5 anni il processo che ? ripreso verso un futuro diverso possa nuovamente essere bloccato da protagonisti pronti a sfruttare le comprensibili paure per gestire un potere sempre pi? ridotto. Dobbiamo attrezzarci per convivere con emergenze, come l’inci dentalit?, la tutela dell’ambiente e la sicurezza, da gestire in un disegno complessivo, secondo una logica di conoscenza. Non serve la politica dei divieti fine a s? stessa, ma una gestione dei problemi secondo una logica di sistema, dove i particolarismi servono solo a far perdere le opportunit?.