Sul bonus ambiente solo disinformazione: le risorse ci sono – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 26 luglio 2008

Caro presidente FS, cos? viaggia su un binario morto – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 19 luglio 2008
16 Dicembre 2008
O bevi o guidi. La tolleranza zero non si pu? rinviare – Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 2 agosto 2008
16 Dicembre 2008

Spiace dover tornare sull’argomento, ma non pos siamo lasciare che l’in definitezza, causata da una poco approfondita notizia, susciti dubbi e consenta un’informa zione non aderente ai fatti. Lo spunto ci viene avendo letto su “Libero mercato”, nell’edizione di marted? 22 luglio nella rubrica “gomme calde”, alcune tesi che il segretario di un’associazione sconosciuta (nel decreto ministeriale che individua le associazioni che detengono una adeguata rappresentanza la sigla citata non compare) sostiene per commentare negativamente i risultati dell’intesa Governo autotrasporto che ha permesso, a fine giugno scorso, di evitare nuove forme di protesta che rischiavano di paralizzare l’economia italiana. Il poco attento informatore denuncia che non sarebbero stati riassegnati, come previsto nell’intesa, fondi per 231 milioni di euro destinati alle “autostrade del mare”. A riprova sostiene come nel decreto legge numero 112 l’emendamento non esista. In questo sostiene il vero: il recupero di quel bonus ambientale ? stato infatti inserito e approvato nel decreto legge sull’Ici. Le risorse quindi esistono. Ben si comprende il desiderio di chi, avendo bisogno di visibilit?, cerchi la notizia a effetto. Per la verit? anche il giornale di Confindustria, nello “speciale trasporti” del 21 luglio, ha preso per buone alcune dichiarazioni del disattento esperto. Forse non comprendendoli, l’estensore ha definito “annacquati” i contenuti dell’emen damento che recepisce il protocollo concordato con l’Esecutivo e approvato dal Parlamento. Sul banco degli imputati, questa volta, ? finita la clausola di indicizzazione del gasolio che, secondo l’autore dell’articolo sar? bypassata e annullata da accordi che le associazioni della committenza e dei vettori stipuleranno. Una tesi “supportata” da non meglio precisate fonti giornalistiche secondo le quali le conferme di tale disegno proverrebbero da ambienti dello stesso Governo. Ma anche questa affermazione ? puntualmente smentita dai fatti. La clausola di indicizzazione non viene infatti per nulla eliminata. Gli eventuali accordi di settore, che per essere validi dovranno essere sottoscritti dalla maggioranza delle associazioni dell’autotrasporto (e questo ? riportato per iscritto) produrranno interventi esclusivamente sulle sanzioni accessorie solo se in presenza di contratti, redatti in forma scritta, in applicazione dei suddetti accordi. Nei contratti scritti la clausola di indicizzazione ? un elemento essenziale e non potr? essere evitata, anche perch? in caso contrario la maggioranza delle associazioni, di fatto quelle che hanno definito l’accordo, non consentir? alcuna intesa. Invece di parlare di accordi “fantasma” desti nati a cancellarne altri realissimi e chiarissimi, perch? non dedicare energie e dibattiti invece a un accordo per la sicurezza, che esalti il concetto della trasparenza contrattuale allo scopo di garantirne la tracciabilit?, da realizzarsi nel rispetto di quelle normative che disciplinano, in modo serio, i comportamenti dei conducenti di mezzi pesanti che scaricano le eventuali inefficienze del loro operare su cittadini incolpevoli? Se i tanti e poco attenti critici sapessero rileggere adeguatamente la riforma del 2005 sul trasporto merci (che introduce la responsabilit? condivisa per i soggetti che partecipano a tale attivit?) comprenderebbero che non siamo di fronte a nuove tariffe vessatorie, ma alla determinazione di un sistema che premia invece qualit?, professionalit? e correttezza. PAOLO UGG?