Conftrasporto sempre per la chiarezza

Le Forze Politiche rispondono

17 Aprile 2008

Ugg?:”Italia deferita alla Corte di Giustizia a causa della carenza dei controlli”

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Ci? che conta nei comportamenti di ogni giorno sono i fatti. Le chiacchiere servono per lo pi? ad alimentare polemiche o ad alimentare bugie.

Conftrasporto e la Sua dirigenza si sforza da sempre di attenersi a tali principi. Ovviamente non si pu? affermare in assoluto che questa coerenza sempre si manifesti. Ci? che nessuno pu? tuttavia confutare ? che nei momenti cruciali la nostra confederazione abbia assunto una posizione prona ai padroni del momento. La schiena la nostra dirigenza la ha sempre mantenuta diritta.

Questo nostro argomentare assume una particolare rilevanza nel momento in cui ci vediamo costretti, in quanti tirati per i capelli da polemiche da altri intentate, ad intervenire per fornire alle imprese e alle nostre strutture collegate la nostra versione dei fatti, al fine di sconfiggere tentativi che mirano a fornire ai nostri operatori versioni molto lontane dalle verit? per precostituirsi sulle spalle degli imprenditori del settore vantaggi questa volta di natura politico-partitica.

Ne ? un esempio in questi giorni il tentativo portato avanti dal partito Democratico che sta inviando, in diverse zone del Paese, una lettera agli autotrasportatori dove si sostengono tesi per nulla aderenti ai fatti e che tentano di lasciare intendere, quasi che i nostri operatori fossero dei creduloni, come il partito che ha assunto l’iniziativa sia pronto a realizzare quanto non ha saputo, voluto o potuto, fare in questi due anni nei quali ha gestito il Paese.

Da diverse nostre realt? ci sono pervenute richieste di assumere una posizione che riassumesse con semplicit? e con chiarezza quanto avvenuto.

Il nostro presidente Fabrizio Palenzona ha pertanto deciso di rispondere alle tante richieste che da diverse zone d’Italia ci sono pervenute ed ha scritto una lettera aperta assegnandole un titolo semplice ma chiaro: ?Un contributo alla verit??.

Nessuna intenzione di polemica politica dunque ma, nel rispetto delle verit? di quanto avvenuto, un richiamo ai fatti mettendoli in fila con ordine preciso.

Ognuno ? quindi in condizione, raffrontando i contenuti della lettera a firma di due noti esponenti di partito con quelli del nostro presidente confederale, di compiere proprie valutazioni e comprendere chi e per quali scopi qualcuno ha deciso di entrare a gamba tesa nei temi del trasporto presentando tesi molto distanti dai fatti verificatisi.

*** – ***


La lettera aperta del Presidente Conftrasporto Fabrizio Palenzona


Conftrasporto non pensava di dover tornare sull’argomento. Alla luce di alcune affermazioni contenute in una ?lettera elettorale?, inviata agli autotrasportatori in questi giorni, per amore di verit? e senza polemica, dobbiamo rimettere in fila i fatti cosi come realmente accaduti.

? bene ricordare che le associazioni che dichiararono il fermo, la piattaforma cos? riassunta ne ? una riprova, avevano l’obiettivo di ottenere: il completamento e un adeguamento della riforma; i controlli mirati; il rispetto di intese, sottoscritte e mai rispettate dal ministro dei trasporti; la messa a disposizione di risorse adeguate al settore, tagliate con la finanziaria dal governo Prodi.

Furono le proposte, unilateralmente avanzate dal Governo, non sottoscritte dalle associazioni di categoria, che portarono le confederazioni dell’artigianato (Cna e Confartigianato) alla revoca del fermo.

La cronistoria di quei giorni, che si pu? ritrovare sul nostro sito, conferma tutto questo.

Una cosa, invece, ? certa: dal 14 dicembre nessun provvedimento di quelli proposti dall’Esecutivo alle associazioni dell’autotrasporto ? stato emanato!

In sintesi. Sulla parte relativa alla riforma del settore occorre ricordare:

1)la riforma del settore ? stata frutto di un accordo tra il mondo del trasporto, della produzione e dei servizi che diede l’avvio a una liberalizzazione regolata e non, come sostenuto, ad una deregolamentazione selvaggia;
2)la riforma doveva essere adeguata e monitorata attraverso un osservatorio, da costituirsi all’interno della Consulta;
3)elemento indispensabile per il funzionamento della riforma: l’azione mirata di controlli, previsti dal protocollo di intesa sottoscritto in data 17 novembre 2005.

Per quanto riguarda il misterioso emendamento del milleproroghe occorre domandarsi:

a)come mai il Governo non abbia inserito nel testo base l’emendamento che riproduceva quanto ipotizzato al fine di ottenere la revoca del fermo;
b)come mai, ottenuta comunque la proroga della delega, lo stesso Governo non abbia emanato un decreto legislativo nel quale se ne riprendevano i contenuti;
c)perch?, visto che l’Esecutivo e la maggioranza li condivideva e li considerava compatibili non ha agito conformemente a quanto fatto per altri settori?
d)Chi, se non coloro che hanno la responsabilit? di governare sono titolati ad emanare i provvedimenti? E da quando le minoranze riescono ad imporre le proprie volont? alle maggioranze?

Alle osservazioni suddette occorre aggiungere come:

-I decreti che avrebbero reso operativa la Consulta e l’Albo non sono, in due anni, stati emanati;
-I controlli da effettuarsi, almeno dieci in ogni provincia, attraverso le pattuglie dedicate non si sono realizzati;
-Gli impegni contenuti in ben due protocolli di intesa non sono stati rispettati;
-Le risorse destinate al settore si sono ridotte significativamente ed inoltre sono stati sottratti circa 600 mil./di euro residuati dalla legge n?454/97;

Questi sono fatti sui quali riflettere. Ognuno ? in grado di valutare quale sia la realt? al di l? di generiche affermazioni. Nostro legittimo dovere ? la tutela degli interessi della nostra categoria. Altrettanto legittimo ? pensare che il Governo si sia impegnato in un momento delicato, con i leader confederali di Cna e Confartigianato, a promettere cose che non avrebbe potuto mantenere.

L’importante ? che chiamiamo per? le cose con il loro nome.


Il Presidente
Fabrizio Palenzona

Redattore: Segreteria Generale Conftrasporto