Eurostat: Sale il costo orario del lavoro in Europa ma ? in l’Italia il calo maggiore – 21/06/2016

Confcommercio: Sangalli su Brexit rischi nel medio periodo, ora ripensare ruolo e struttura Ue – 26/06/2016

27 Giugno 2016

FIS16167 – Oggetto: Accise. Presentazione delle domande di rimborso per il gasolio consumato nel II trimestre 2016.

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27 Giugno 2016

Il costo orario del lavoro nell’eurozona è salito dell’1,7% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’ultimo trimestre 2015 era aumentato dell’1,3%. Lo comunica Eurostat. Nell’Ue nel suo insieme, l’indice è ugualmente salito dell’1,7% mentre nell’ultimo trimestre 2015 era aumentato del 2%. L’Italia è il Paese Ue che ha registrato invece il maggior calo, con un taglio di -1,5%. Nell’ultimo trimestre 2015 la riduzione era stata addirittura del 2,1%. Il solo altro Paese Ue dove è nei primi tre mesi del 2016 è diminuito il costo del lavoro è Cipro, con -0,5%. Gli aumenti maggiori, invece, sono stati registrati in Romania (+10,4%), Bulgaria (+7,7%), Estonia (+6,9%), Lituania (+6,1%) and Lettonia (+4,7%).

In Italia “la crescita della produttività resta debole e nonostante il rallentamento della crescita del costo unitario del lavoro dall’inizio della crisi, la crescita complessiva di tale indicatore resta la piu’ altra dell’area euro”. Lo indica l’Ocse nel comunicare i dati trimestrali sul costo del lavoro. Nei 34 Paesi aderenti all’Organizzazione, il costo unitario del lavoro in media e’ salito dello 0,1% nel secondo trimestre, come nei primi tre mesi dell’anno. L’andamento riflette un aumento dei costi di retribuzione dello 0,5% (contro +0,1% nel primo trimestre), in parte compensato da un incremento dello 0,4% della produttivita‘ (Pil per persona occupata) che aveva avuto una dinamica piatta nei tre mesi precedenti.

Il costo orario del lavoro nell’eurozona è salito dell’1,7% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’ultimo trimestre 2015 era aumentato dell’1,3%. Lo comunica Eurostat. Nell’Ue nel suo insieme, l’indice è ugualmente salito dell’1,7% mentre nell’ultimo trimestre 2015 era aumentato del 2%. L’Italia è il Paese Ue che ha registrato invece il maggior calo, con un taglio di -1,5%. Nell’ultimo trimestre 2015 la riduzione era stata addirittura del 2,1%. Il solo altro Paese Ue dove è nei primi tre mesi del 2016 è diminuito il costo del lavoro è Cipro, con -0,5%. Gli aumenti maggiori, invece, sono stati registrati in Romania (+10,4%), Bulgaria (+7,7%), Estonia (+6,9%), Lituania (+6,1%) and Lettonia (+4,7%).

In Italia “la crescita della produttività resta debole e nonostante il rallentamento della crescita del costo unitario del lavoro dall’inizio della crisi, la crescita complessiva di tale indicatore resta la piu’ altra dell’area euro”. Lo indica l’Ocse nel comunicare i dati trimestrali sul costo del lavoro. Nei 34 Paesi aderenti all’Organizzazione, il costo unitario del lavoro in media e’ salito dello 0,1% nel secondo trimestre, come nei primi tre mesi dell’anno. L’andamento riflette un aumento dei costi di retribuzione dello 0,5% (contro +0,1% nel primo trimestre), in parte compensato da un incremento dello 0,4% della produttivita‘ (Pil per persona occupata) che aveva avuto una dinamica piatta nei tre mesi precedenti.