Corte dei Conti: AUDIZIONE SUL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2016 – 20/04/2016

Confindustria – Cerved: RAPPORTO PMI MEZZOGIORNO 2016 – 21/04/2016

26 Aprile 2016

Cribis: SI CONFERMA IL CALO DEI FALLIMENTI IN ITALIA – 21/04/2016

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26 Aprile 2016

Il contesto macroeconomico in cui si situa il Def presenta elementi positivi, cui si associa però un allargamento dell’area dei rischi. Rispetto ad un anno fa, la ripresa dell’economia italiana si è effettivamente concretizzata e la disoccupazione ha cominciato a ridursi, così che nella media dell’anno la crescita del Pil è risultata sostanzialmente in linea con le previsioni. Tuttavia, tale crescita ha registrato ritmi via via decrescenti, con un effetto di trascinamento per il 2016 assai contenuto. Anche nel confronto con l’UEM e gli altri maggiori Paesi dell’area, che hanno peraltro mostrato una maggiore tenuta nei mesi finali del 2015, l’Italia ha continuato a caratterizzarsi per un andamento meno dinamico.

La valutazione dello scenario presentato nel Def, accanto al riconoscimento degli indubbi miglioramenti registrati nell’ultimo anno, non può quindi prescindere dal prendere in esame gli accresciuti elementi di incertezza.

Opportunità e rischi del quadro macroeconomico internazionale

Il Def rivede in senso peggiorativo le ipotesi sul commercio mondiale rispetto alla Nota di aggiornamento di settembre, prevedendo anche un andamento meno vivace delle esportazioni italiane, il cui tasso di crescita per il 2016 è più che dimezzato.

Una revisione al ribasso che si estende agli anni successivi, ma ipotizzando che la fase di ripresa dell’economia mondiale iniziata nel 2009 si protragga sino al 2019, sia pure a ritmi non eccezionali. Una assunzione soggetta a margini di incertezza.

Va considerato in effetti che, nel breve periodo, la crescita delle economie emergenti resterà molto debole. In particolare i segnali di maggiore difficoltà hanno caratterizzato nel corso degli ultimi mesi i produttori di commodities (Russia, Brasile) e l’economia cinese.

Inoltre, tutti gli indicatori di premio al rischio hanno messo in luce un peggioramento dalla scorsa estate.