Confcommercio: Per Sangalli il ‘cortisone’ di Draghi non basta – 20/03/2016
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21 Marzo 2016Conftrasporto stima un danno commerciale superiore ai 170 milioni all'anno in termini di maggiori costi di gestione dei mezzi e dei conducenti. Occorre attivare un sistema di trasmissione preventiva dei dati del trasporto per le imprese extra comunitarie. La minaccia da parte dell'Austria di chiudere ai migranti la rotta con l'Italia rischia di produrre per le imprese dell'autotrasporto un danno commerciale superiore ai 170 milioni all'anno in termini di maggiori costi di gestione dei mezzi e dei conducenti. E' quanto emerge da un'elaborazione dell'Osservatorio Conftrasporto-Confcommercio sui Trasporti e la Logistica, in collaborazione con l'Isfort, condotta analizzando le conseguenze dell'abbandono della libera circolazione delle merci all'interno dell'Ue e la conseguente reintroduzione di controlli doganali ai confini "E' un rischio – afferma il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, Paolo Uggè – che va scongiurato al più presto. Per questo Conftrasporto ha proposto l'introduzione di un sistema di trasmissione preventiva dei dati del trasporto per le imprese extra comunitarie, con contestuale attivazione di un corridoio di libero scambio per tutti i vettori europei. Questa misura, se adottata, risolverebbe il problema alla radice". I valichi alpini austriaci costituiscono la via principale di accesso ad un mercato che rappresenta quasi un quarto del nostro commercio estero mondiale e un terzo di quello europeo. Attraverso il confine con l'Austria ogni anno transitano su strada circa 140 miliardi di euro di merci con origine o destinazione nel nostro Paese, di cui solo 16,6 miliardi riguardano l'interscambio commerciale Italia-Austria. Il valore complessivo dei relativi servizi di autotrasporto sulle relazioni Italia-Austria è di 5,6 miliardi di euro all'anno, con un numero di camion coinvolti pari a 4,7 milioni.



