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12 Febbraio 2016Confcommercio: A dicembre risale il disagio sociale – 14/02/2016
15 Febbraio 2016FALLIMENTI PER LA PRIMA VOLTA IN CALO DAL 2007. UN MIGLIORAMENTO DIFFUSO MA NON OMOGENEO PER SETTORI E AREE GEOGRAFICHE
Per la prima volta su base annuale dall'inizio della crisi, diminuiscono i fallimenti: 14,7 mila aziende italiane hanno dichiarato default nel 2015, il 6,3% in meno rispetto al picco registrato l'anno precedente (15,7 mila).
Nonostante questo miglioramento, i livelli restano alti – quasi il doppio rispetto al periodo pre-2008 – e testimoniano il perdurare degli effetti della crisi sull'economia italiana. Il decremento registrato nel corso del 2015 è diffuso a tutte le forme giuridiche (-7,1% per le società di capitale e -5,8% per le società di persone, in particolare).
Dal punto di vista settoriale, la manifattura registra il miglioramento più consistente avvicinandosi ai livelli del 2008. Nel 2015 sono fallite 2,2 mila aziende manifatturiere (-13,8% sul 2014);; con cali marcati nella siderurgia (-22,7%), nel sistema casa (-20,3%) e nell'automotive (-18,7%). In controtendenza, il largo consumo (+5,6%) e l'hi tech (+9,1%). I dati indicano che i fallimenti risultano in calo anche nelle costruzioni (-8,4%) e nel terziario (-4,3%), i settori che rimangono più distanti dai livelli pre-crisi, con ancora il doppio dei fallimenti registrati nel 2008.
A livello geografico, le diminuzioni più marcate si registrano nel Nord Ovest (4,4 mila imprese in default; – 10,4% sul 2014). In calo anche i fallimenti nel Mezzogiorno (3,8 mila;; -7,5% sul 2014) e nel Centro (-6,4%), mentre risulta in contro-tendenza il Nord Est, con circa 3 mila default (+2,7%) e un nuovo record negativo.
In particolare, in quattro regioni – Trentino, Veneto, Abruzzo e Molise – nel 2015 si è toccato un massimo nel numero dei fallimenti, dall'inizio della serie storica.



