La “questione banche” è approdata in Parlamento con la mozione di sfiducia verso il ministro Boschi, peraltro risolta in modo prevedibile, ma rischiando di minare nei cittadini il senso di fiducia verso le istituzioni finanziare. Il Governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha risposto a chi ha rivolto accuse di scarsa vigilanza della Banca Centrale e che il “crac” Etruria, Marche, CariChieti e CariFerrara si potevano evitare, che “si tratta di attacchi non motivati, spesso basati sulla non conoscenza di circostanze e fatti che pure sono noti”. In sostanza per Visco è stato “fatto il massimo e sono state scongiurate altre crisi”.
La ripresa economica dell'area euro dovrebbe proseguire, sebbene i rischi restino orientati verso il basso. La domanda interna, scrive l'istituto di Francoforte, dovrebbe essere ulteriormente sorretta dalle misure di politica monetaria della Bce e dal loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, nonché dai precedenti progressi sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. Quanto all'Italia, la crisi ha avuto un impatto più forte sull'occupazione rispetto al resto dell'area Euro.
«L’economia italiana, anziché accelerare sta rallentando», il «mancato decollo della ripartenza resta un vero rebus». È quanto emerge dallo scenario economico del Centro Studi di Confindustria, secondo cui «la ripartenza dell'economia italiana non ha avuto nei mesi estivi lo slancio atteso». Il Csc guidato, da Luca Paolazzi, rivede al ribasso le previsioni per il Pil italiano, stimando che il 2015 chiuda con un +0,8% (rispetto al precedente +1,0% elaborato a settembre).
Gli stipendi crescono più dei prezzi: nel mese di novembre (Istat) l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,3% nei confronti di novembre 2014. Diminuiscono i prezzi al consumo. Il ribasso congiunturale dell'indice generale è da ascrivere principalmente alla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e della cura della persona (-1,6%), dovuta soprattutto ai Servizi ricettivi e di ristorazione (-2,2%) e al calo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,2%); queste diminuzioni sono in parte mitigate dai rialzi congiunturali dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+0,7%). L'inflazione acquisita per il 2015 è stabile a +0,1%. (Istat)
Sono quasi 1,8 milioni le famiglie che versano in una condizione di disagio abitativo e ciò può essere visto come sintomo di un problema di carattere più ampio e generale, questo secondo i primi dati di uno studio che Nomisma sta realizzando per Federcasa. Le famiglie che versano oggi in una condizione di disagio abitativo corrono un concreto rischio di scivolamento verso forme di morosità e di possibile marginalizzazione sociale. Si tratta perlopiù di cittadini italiani.
Nel corso di novembre, il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 52,4 milioni, con una diminuzione del 38,5% rispetto agli 85,1 milioni dello stesso mese del 2014. (Dati Inps)