I dati economici provenienti dai centri studi e dagli istituti di statistica mostrano un’economia, quella Italiana ed europea, che si muove tra accelerazioni e brusche frenate, quasi un singhiozzare, sintomo di un malessere che non permette alla ripresa di procedere come dovrebbe, senza debolezze. Del resto le incertezze dovute ad anni di crisi hanno avuto modo di rafforzarsi in questi ultimi tempi con i timori per il terrorismo e il rallentamento dei paesi emergenti.
Secondo le ultime statistiche pubblicate dall’Istat Nel mese di ottobre 2015 l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,9% nei confronti di ottobre 2014. I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno diminuiscono dello 0,1% rispetto a settembre e del 3,5% su base tendenziale. Per quanto riguarda i prezzi al consumo l'indice nazionale per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,4% rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,1% nei confronti di novembre 2014, con una riduzione di due decimi di punto percentuale rispetto al valore registrato a ottobre (+0,3%). Decisamente rilevanti poi i dati sul Pil descritti nella nota mensile secondo i quali, differentemente dalle previsioni del Governo che pronosticava 0,2 punti in più, la crescita italiana potrebbe essere dello 0,7% a fine anno. Certo che i valori nei quali si muove il nostro Paese sono da tempo quelli dello “zero virgola”, valori decisamente bassi e che ci costringono a definire la ripresa” debole”.
Un buon dato lo fornisce l’Ufficio Studi di Confcommercio che, anche in collaborazione con Format Research, rileva che quest’anno la spesa per i regali di Natale è prevista in crescita, con un aumento del 5% rispetto all’anno scorso. Numeri che hanno fatto commentare al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che "Le condizioni economiche sono favorevoli e la ripresa si sta lentamente concretizzando". "Il governo però non ha ancora vinto la scommessa di trasformare una ripresa economica certificata dai dati in una ripresa reale".
Tra il 2012 ed il 2014 si è arrestata la diminuzione del reddito netto che aveva interessato le famiglie italiane dall’inizio della crisi economica. Una riduzione quella iniziata nel 2008, come spiega Bankitalia nell’indagine I BILANCI DELLE FAMIGLIE ITALIANE DELL’ANNO 2014, che era legata principalmente al calo anno dopo anno dei redditi da lavoro.