REGOLARITA IMPRESEPROROGATA AL 15 NOVEMBRE 2015 LA FASE TRANSITORIA
29 Settembre 2015
Confcommercio: vendite, confermati i segnali di ripresa – 27/09/2015
29 Settembre 2015

Uno sguardo particolare questa settimana ai numeri dell’industria, forniti dall’Istat, per il quale cala il fatturato ma volano gli ordinativi che, rispetto a 12 mesi fa, aumentano di oltre il 10%, spinti soprattutto dal settore dei mezzi di trasporto che registra un +61,3%. Ora si dovrà attendere per vedere quali ripercussioni ci saranno, proprio in questo settore, a livello mondiale, europeo e italiano, dopo lo scandalo Wolkswagen. Intanto, notizia fresca di stampa, la casa automobilistica tedesca ha inviato una lettera ai concessionari italiani bloccando di fatto la vendita di circa 40mila vetture.Dopo il pasticcio del mese di agosto, quando il Ministero del Lavoro ha fornito i dati sui contratti attivati e cessati per poi ritirarli dopo poco perché errati, il 25 settembre sarebbero dovute uscire le statistiche aggiornate. Così non è stato: dal dicastero di Poletti hanno deciso di attendere, puntando, fanno sapere, su unuscita concordata e condivisa con Istat e Inps. A questo punto gli unici dati sul lavoro di questa settimana riguardano le retribuzioni contrattuali orarie che sono rimaste invariate rispetto al mese precedente ma sono aumentate dell’1,2% rispetto ad agosto 2014. Complessivamente, nei primi otto mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Dati Istat.Una buona notizia è che gli italiani tornano a comprare. Crescono a luglio le vendite al dettaglio (Istat), cosa che, sottolineano dall’Ufficio Studi Confcommercio è una tendenza che era stata evidenziata già nel loro Indicatore dei Consumi e che ora viene confermata. È un segnale, fra gli altri, di una ripresa che sta facendo i suoi passi. Una ripresa, però, che molte famiglie e molte imprese, non hanno ancora toccato con mano e per cui non ci si può ritenere soddisfatti – ha detto il presidente di Confcommercio Sangalli. Solo riduzioni di tasse strutturali e non discriminatorie, ha aggiunto, possono portare a un miglioramento delle aspettative e a una crescita dei consumi.Interessante il rapporto dell’FMI sui crediti deteriorati in Europa. Secondo il Fondo monetario internazionale, gli Npl dellUnione europea sono arrivati a 1.000 miliardi di euro, oltre il 9% del Pil della regione, alla fine del 2014, una cifra più che doppia rispetto al 2009. È importante, secondo il Fondo, alla luce di una ripresa ancora poco salda, risolvere il problema dei Npl in modo rapido, per poi erogare nuovo credito in migliori condizioni.