
NOR15210 – Oggetto: Accesso alla professione e REN. Ulteriore modulistica uniforme per comunicazioni, variazioni e dimostrazione requisiti agli Uffici motorizzazione.
27 Luglio 2015Confcommercio: Spesa pubblica locale, possibili risparmi per 23 miliardi – 26/07/2015
27 Luglio 2015Anche l’ABI pone l’Italia fuori dalla crisi prevedendo una crescita del Pil dello 0,7% nel biennio 2016-2017 e confermando, nel rapporto Afo, redatto con gli economisti delle maggiori banche italiane, che siamo usciti dalla palude della recessione e che il quadro che si delinea è decisamente a tinte rosee anche se perdureranno alcune difficoltà, come una bassa redditività per le banche.Certo rimane la questione (dato Eurostat) del rapporto fra debito pubblico e Prodotto interno lordo dellItalia che è salito al 135,1%. Il rapporto debito/Pil italiano è il secondo più elevato fra i Paesi dellUnione europea, dopo quello della Grecia (168,8%). È un dato che deve far riflettere e che mostra che se pure la strada intrapresa è virtuosa, il cammino rimane comunque difficile.L’Ufficio Studi Confcommercio indica nella spesa pubblica locale possibili risparmi per ben 23 miliardi di euro: i servizi pubblici locali in Italia potrebbero costare poco più di 102 miliardi di euro contro gli attuali 174, il 13% in meno. Una reale riduzione degli sprechi e delle inefficienze è la condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per intraprendere un percorso di graduale, sicura e generalizzata riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese. Come ha sostenuto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ci sono oggi nel Paese segnali di ripresa effettiva, seppure timida. Ma questa ripresa va consolidata anche perché esposta non solo alle insidie interne ma anche a quelle internazionali e va trasformata in vera crescita. Per farlo, non esiste alternativa: bisogna ridurre la spesa pubblica che non è solo troppo alta, ma anche mal distribuita.Ed anche il Centro Studi di Confindustria, nella consueta Congiuntura flash, parla di un’economia che migliora e i cui progressi sono in linea o perfino superiori a quelli indicati dallo stesso CSC nello scenario di metà giugno. Ora la priorità, sottolineano è proseguire lungo la strada delle riforme strutturali, inclusa la riduzione del carico fiscale che zavorra la competitività delle imprese.



