
ATTUAZIONE DEL LIBRO BIANCO DEI TRASPORTI
14 Aprile 2015Confcommercio: Cresce il disagio sociale – 12/04/2015
14 Aprile 2015Il Def, Documento di programmazione economica, è stato approvato il 10 aprile dal Consiglio dei Ministri e in esso vengono confermate le cifre trapelate nelle ore precedenti, compreso il margine sul deficit dello 0,1%, che si traduce in un bonus di circa 1,6 miliardi da investire. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervistato da Stampa e Secolo XIX, non esclude che possa essere usato per un intervento contro la povertà: Le opzioni possibili sono diverse. La strategia del governo ha più dimensioni: la crescita, il risanamento, l’inclusione, e dunque il sostegno ai redditi più bassi. La logica di un intervento contro le povertà sarebbe la stessa che ci ha portato a introdurre il bonus degli ottanta euro. L’evidenza empirica dice che dove la distribuzione della ricchezza è più equa, anche la crescita è migliore.Confcommercio, in una nota, chiede esplicitamente che i risparmi sul costo del debito vengano utilizzati per ridurre le tasse a cittadini e imprese, via maestra se realmente si vuole rafforzare un ripresa che più volte, lo ricordiamo, è stata definita debole. E nel Misery Index Confcommercio mostra che il disagio sociale è cresciuto e sale a quota 20,4 da 19,7 (+0,7%). La disoccupazione estesa sale al 16,5% (+0,1%) mentre i prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza dacquisto diminuiscono dello 0,5%.Leconomia dellEurozona sta per uscire dal lungo tunnel della crisi, complici una ripresa significativa delle esportazioni nette e una robusta crescita dei consumi privati, favorita a sua volta da prezzi dellenergia più contenuti. Ne è convinta lISTAT che nellultimo “Eurozone economic outlook” prevede un PIL in accelerazione allo 0,4% nel 1° trimestre e nei due trimestri successivi.Rimanendo nella zona dei 19 paesi euro, Eurostat certifica che le vendite a dettaglio pur essendo scese dello 0,2% su mese sono aumentate del 3,0% sull’anno.Rincuorano i dati Inps che in gennaio e febbraio mostrano in aumento i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+20,7%) e aumenta la quota di lavoro stabile sul totale (dal 37,1% al 41,6%).Segnaliamo lo studio a cura del Parlamento Europeo sulla formazione superiore nell’UE: nel periodo più acuto della crisi solo sei paesi dellUe hanno investito di più che in precedenza nella formazione universitaria e fra questi non c’è l’Italia che purtroppo è uno degli stati che ha tagliato le spese universitarie. È un dato che può far riflettere su quanto in questo Paese si creda e investa nei giovani e nel futuro.



