Istat: Occupati e disoccupati mensili (dati Provvisori) – 03/03/2015
10 Marzo 2015
ASS15088 – Norme di comportamento all’interno del terminal Voltri.
10 Marzo 2015Nella media del 2014, dopo due anni di calo, loccupazione cresce (+0,4%, pari a 88.000 unità in confronto allanno precedente), a sintesi di un aumento nel Nord (+0,4%) e nel Centro (+1,8%) e di un nuovo calo nel Mezzogiorno (-0,8%, pari a -45.000 unità).La crescita degli occupati interessa sia gli uomini (+0,2%, pari a 31.000 unità) sia, soprattutto, le donne (+0,6%, pari a 57.000 unità).Prosegue tuttavia il calo degli occupati 15-34enni e dei 35-49enni (rispettivamente -148.000 unità e -162.000 unità), a fronte dellincremento degli occupati con almeno 50 anni (+398.000 unità).Il tasso di occupazione si attesta al 55,7%, +0,2 punti percentuali rispetto al 2013. Lindicatore rimane invariato per gli uomini e sale di 0,3 punti per le donne. Alla crescita nel Centro e nel Nord si contrappone il calo nel Mezzogiorno (-0,2 punti percentuali).Nel 2014 loccupazione della componente italiana cala di 23.000 unità, con il tasso di occupazione 15-64 anni che sale al 55,4% (+0,1 punti percentuali).Loccupazione straniera aumenta di 111.000 unità, con il tasso di occupazione che torna a salire, dal 58,3% del 2013 al 58,5% del 2014. Lindicatore rimane invariato al 68,1% per gli uomini e cresce per le donne (dal 49,8% al 50,2% del 2014).La crescita delloccupazione interessa in misura contenuta i lavoratori a tempo indeterminato (+18.000 unità) e in modo più sostenuto i lavoratori a termine (+79.000 unità). Prosegue, invece, a ritmo meno sostenuto il calo degli indipendenti (-9.000 unità).Allincremento delloccupazione nellindustria in senso stretto (61.000 unità, pari a +1,4%) si contrappone il persistente calo nelle costruzioni (-69.000 unità, pari a -4,4%).Loccupazione cresce anche nel terziario (84.000 unità, pari a +0,5%). A fronte dellincremento nei servizi alle famiglie, negli alberghi e ristoranti, nella sanità e assistenza sociale e nellistruzione, prosegue il calo di occupati nel commercio, nei servizi generali della pubblica amministrazione e nelle attività finanziarie e assicurative.Alla nuova discesa delloccupazione a tempo pieno (-35.000 unità, pari a -0,2%), si associa lulteriore incremento di quella a tempo parziale (124.000 unità, pari a +3,1%). Lincidenza di quanti svolgono part time involontario sale dal 61,3% del 2013 al 63,6% del 2014.Nella media del 2014 continua la crescita della disoccupazione con un aumento di 167.000 unità (+5,5%), che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le ripartizioni geografiche.Lincremento è dovuto in quasi sette casi su dieci a quanti sono alla ricerca di prima occupazione. Lincidenza della disoccupazione di lunga durata (dodici mesi o più) sale dal 56,4% del 2013 al 60,7% del 2014.Nella media del 2014, il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,7% in confronto al 12,1% di un anno prima. Lincremento interessa entrambe le componenti di genere e tutto il territorio nazionale, in particolare il Mezzogiorno dove lindicatore arriva al 20,7%.Il tasso di disoccupazione si riduce per gli stranieri, passando dal 17,2% del 2013 al 16,9% del 2014; lindicatore scende dal 16,6% al 16,1% per gli uomini e dal 18,0% al 17,7% per le donne.Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni cresce di 2,6 punti percentuali, arrivando al 42,7%, con un picco del 58,5% per le giovani donne del Mezzogiorno.La popolazione inattiva tra 15 e 64 anni torna a diminuire (-233.000 unità, pari a -1,6%). Il calo interessa esclusivamente la componente italiana, sia tra gli uomini sia, soprattutto, tra le donne.Alla riduzione degli inattivi non disponibili a lavorare (-503.000 unità) si contrappone la crescita di coloro che cercano lavoro non attivamente o pur non cercando lavoro sono disponibili a lavorare (nel complesso +293.000 unità).Tra i motivi della mancata ricerca del lavoro crescono lo scoraggiamento e lattesa degli esiti di passate azioni di ricerca (rispettivamente 173.000 e 94.000 persone in più).Prosegue il calo degli inattivi non interessati a lavorare o ritirati dal lavoro (-372.000 unità), concentrati in nove casi su dieci nella fascia di età tra 55 e 64 anni.Il tasso di inattività nella media del 2014 scende al 36,1%, con un calo di 0,6 punti che interessa sia gli uomini (-0,3 punti) sia soprattutto le donne (-0,8 punti).



