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17 Febbraio 2015Confcommercio: ripresa tutta da costruire 15/02/2015
17 Febbraio 2015Negli ultimi tempi, come anche in questa settimana, vediamo segnali che possono lasciar ben sperare, eppure il contesto economico nel quale siamo immersi è e rimane fragile. Questa fragilità è ancor più grave perché s’inserisce in un sistema in cui crisi e corruzione, come ha detto il presidente della Corte dei conti Squittieri durante la cerimonia d’inaugurazione anno giudiziario 2015, “procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra”.La Confindustria, nell’indagine rapida sulla produzione industriale mostra ottimismo e ritiene che il sostegno ad essa verrà sia dalla domanda interna sia da quella estera: vi sono diversi segnali di recupero della prima (immatricolazioni di autovetture, fiducia delle famiglie, occupazione) e la seconda è vista in accelerazione (indagine PMI Markit). Inoltre, nei prossimi mesi si avrà il pieno dispiegarsi degli effetti espansivi del calo del prezzo del petrolio e del deprezzamento dell’euro.Il debito delle amministrazioni pubbliche è sceso a dicembre di circa 26 miliardi di euro rispetto al mese precedente, portandosi a 2.134,9 miliardi. Lo comunica Bankitalia nel Supplemento al Bollettino statistico sulla finanza pubblica. A fine 2013 il debito era pari a 2.068,7 miliardi, pari al 127,8% del Pil.L’Istat ha comunicato che nel 2014 il PIL è diminuito dello 0,4% (lanno appena trascorso ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2013), e che la variazione acquisita per il 2015 è pari a -0,1%. Nel quarto trimestre del 2014 il Prodotto Interno Lordo (PIL) è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio la ripresa rimane comunque “tutta da costruire” e il dato Istat “conferma che la nostra economia è afflitta da una perdurante stagnazione che ha contraddistinto almeno tutto lanno passato”.Secondo l’Ocse poi, la mancata ripresa dalla recessione sta portando il reddito pro capite dellItalia a scendere ancora più in basso rispetto alle principali economie della sua area.I Conti economici territoriali dell’Istat mostrano un’Italia a due velocità, infatti il Pil pro-capite del Sud è la metà di quello del Centro-Nord. Nel 2013 il Pil per abitante risulta pari a 33,5 mila euro nel Nord-ovest, a 31,4 mila euro nel Nord-est e a 29,4 mila euro nel Centro. Il Mezzogiorno, con un livello di Pil pro capite di 17,2 mila euro, presenta un differenziale negativo molto ampio.



