Confindustria: Da effetto BCE Pil italia a +1,8 – 24/01/2015
27 Gennaio 2015Istat: La misura dell’inflazione per classi di spesa delle famiglie – 23/01/2015
27 Gennaio 2015Il programma prevede lacquisto di titoli per 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016. Lo ha spiegato il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, sottolineando come lacquisto dei titoli sarà compiuto sulla base della quota dei vari Paesi nel capitale della Bce. LEurotower ha inoltre deciso di lasciare il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%.Loperazione, ha spiegato ancora il numero uno dellEurotower, proseguirà comunque fino a quando non vedremo un deciso miglioramento nellandamento dellinflazione, che sia coerente con lobiettivo di un trend dei prezzi al 2%. Le misure prese, ha aggiunto, aiuteranno contro i rischi per le aspettative dinflazione.Rischi condivisi solo sul 20% dei titoli – I rischi dei titoli comprati, ha precisato Draghi, saranno condivisi soltanto nel caso di quelli europei, con una quota del 20% sul totale.A un giornalista che gli chiedeva quali siano le incognite in virtù dei quali la Bce non condividerà i rischi su gran parte dei titoli che comprerà, lasciandoli alle banche centrali nazionali, il presidente ha risposto: Dovrebbe chiederlo a persone che hanno queste preoccupazioni. E ha anche soggiunto: Sono rimasto molto sorpreso che il tema della condivisione dei rischi sia diventato il più importante nella discussione al riguardo.Rischi nazionali, tenuto conto delle preoccupazioni – Si tratta di un programma molto grande, e abbiamo tenuto conto delle preoccupazioni di alcuni Paesi decidendo di non condividere i rischi su tutti i titoli che la Bce comprerà, ha puntualizzato Draghi.Nessun vantaggio ai bilanci nazionali – Draghi ha inoltre escluso che le cedole sui titoli di Stato comprati dalle banche centrali nazionali possano essere utilizzate in futuro per un alleggerimento nei bilanci nazionali.La Bce, ha continuato Draghi, ha un doppio limite negli acquisti di titoli, pari al 33% per il debito di ciascun emittente e al 25% per ciascuna emissione.



