
Vertenza Autotrasporto – Preoccupanti le dichiarazioni del Ministro Matteoli sull’emergenza del settore
16 Giugno 2008
Governo e Autotrasporto: un preoccupante silenzio
16 Giugno 2008Un invito che fa riflettere….
Dopo la ?campagna acquisti?: paghi due prendi tre; ecco che l’invito a partecipare all’Assemblea generale dell’Anita completa l’operazione. Niente di nuovo. L’idea di una assemblea generale non ? una novit?; ? da tempo che qualcuno si illude, attraverso una pubblica assemblea, di potersi rifare una verginit? tra gli operatori del settore. La positivit? dei confronti con la categoria ? fuori dubbio. Personalmente ho gi? ripreso a partecipare a riunioni in diverse parti d’Italia e anche se talvolta mi sono trovato a fronteggiare rappresentanti di nuove formazioni, che sono sorte in contestazione con le associazioni tradizionali, posso dire di essere, fino ad oggi, riuscito a ricondurre ad una comune condivisione gli operatori, anche quelli fortemente critici che ho incontrato.
Il rischio delle assemblee ? quindi proprio quello di trovarsi coinvolti in bagarre poco gestibili se veramente si pensa ad una assemblea libera e cio? con la possibilit? di intervento consentita a chiunque.
L’unico elemento indispensabile per dominare queste situazioni ? quindi, posso affermarlo per esperienza diretta, solo la credibilit? della persona.
Un genitore si guarda bene dall’ affidare il proprio figlioletto in custodia a chi ? stato riconosciuto colpevole per reati di pedofilia. Altrettanto si verifica in situazioni pubbliche quando il personaggio che si propone come ?il nuovo? possiede una fama molto diversa rispetto a quanto vuol far credere.
Ora, al di l? delle considerazioni di carattere generale, ritengo che non si possa essere in disaccordo sui contenuti della lettera del presidente dell’Anita Arcese.
Come si fa a non condividere l’elaborazione di una ?piattaforma fatta di leggi, riforme, investimenti che metta in condizione le imprese di lottare ad armi pari in un mercato sempre pi? competitivo??
Il problema caso mai ? come si ripartiscono le eventuali risorse, e come si intende dare la certezza di applicazione alle riforme condivise ma soprattutto cosa concretamente si intenda con la volont? di ?presentarsi uniti ai tavoli negoziali?. Alcune riflessioni su queste affermazioni presenti nella lettera, oggetto della mia risposta, si impongono.
Innanzitutto occorrerebbe domandarsi quale sia stato l’impegno dell’Anita per dare attuazione a quanto concordato sulla riforma del settore?
E quanto sia stato forte lo spirito unitario ai tavoli di trattativa per sostenere le comuni richieste sul contenimento del costo del lavoro?
Ma ancora quale sia stato il grado di coerenza, rispetto ad impegni assunti e sottoscritti da colui che oggi invita a darsi un programma comune, quando ha realizzato nel corso di trattative la possibilit? di ottenere dei risultati indubbiamente di grande interesse per il proprio gruppo?
Per gli smemorati riportiamo un foglio sottoscritto anche dal presidente Arcese, nel corso della trattativa del 7 febbraio 2007 nel quale si definiscono dei punti ultimativi. Quell’intesa venne ignorata, dopo pochi minuti, dallo stesso che si propone oggi di come il vessillifero dell’unit?. Anche altri lo seguirono ma il primo a cambiare posizione fu proprio lui.
Potremmo ancora citare gli impegni previsti in accordi di settore e non mantenuti; o le soluzioni solitarie ricercate che stanno producendo a qualche impresa esborsi mensili, sulla vicenda del recupero del bonus fiscale, sulla cui legittimit? sono pendenti ricorsi di imprese in sede comunitaria che possono produrre la riapertura della procedura; ma ci fermiamo qui. Nessuno contesta ad un imprenditore la ricerca del proprio interesse; ci? che diviene difficilmente accettabile ? quando un rappresentante di categoria si scorda dell’interesse collettivo e degli impegni assunti non appena intravede la soluzione alle proprie, pi? che comprensibili, aspettative.
Il principio che finalizza gli interventi dello Stato ad un progetto di crescita delle imprese rispetto a scelte di aiuti a pioggia ? alla base del ?Patto della logistica?, sottoscritto da tutti con una intesa generale che prevede ipotesi di soluzioni nelle quali si tiene conto delle specificit? presenti tra le imprese del settore. Non abbiamo potuto riscontrare un impegno forte nel rivendicare, nei due anni trascorsi, quei contenuti che oggi vengono riproposti come soluzioni.
Presidente Arcese non verr? alla Tua assemblea. Probabilmente perch? purtroppo impegnato con le altre associazioni ad organizzare una nuova protesta del settore, che mi auguro proprio, sia possibile evitare. Alla data in cui scrivo lo ? ancora.
Un giorno, in un impeto di generosit?, assumesti con me un altro impegno formale e scritto che conservo ancora. Lascio a Te valutare se forse, per dare un concreto contributo alla ricerca di quell’unit? nella quale dici di credere, non sia giunto il momento di onorarlo.
Le grandi operazioni si realizzano sempre su fatti concreti. Le intese si possono costruire senza ricorrere al ?nuovismo? inutile, deleterio e frutto per lo pi? di demagogia, ma solo con la credibilit? e la coerenza.
Che il trasporto unito non rimanga solo una sigla ma divenga il traguardo prossimo per i nostri, oggi divisi e quindi deboli, imprenditori.
Paolo Ugg? Presidente Fai/Conftrasporto


