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11 Ottobre 2006Codice della Strada. Giurisprudenza
Con una sentenza del 5 Maggio 2006, n. 10311, le Sezioni Unite della Cassazione sono intervenute sul tema dell’efficacia, nei confronti dell’assicuratore, delle dichiarazioni effettuate e sottoscritte dai conducenti/proprietari dei veicoli, all’interno del modulo di constatazione amichevole (cosiddetto C.I.D). In tale Sentenza, la Suprema Corte ha stabilito che, quando il danneggiato esercita in giudizio l’azione diretta nei confronti della Compagnia assicurativa del danneggiante (il quale, a sua volta, deve necessariamente prendere parte al giudizio trattandosi ? come si definisce in gergo tecnico, di un litisconsorte necessario), la dichiarazione da questi sottoscritta nel C.I.D con la quale si addossa le responsabilit? del sinistro, non costituisce una confessione vincolante: detta dichiarazione, infatti, crea soltanto una presunzione circa lo svolgimento dei fatti che, tuttavia, pu? essere superata da una prova contraria (si tratta, quindi, di una semplice presunzione iuris tantum); prova che, precisa la Cassazione, pu? essere fornita non solo dalla Compagnia assicurativa ma anche tramite la Consulenza tecnica d’ufficio qualora, ad esempio, quest’ultima giungesse a conclusioni incompatibili con la dinamica del sinistro descritta dal danneggiante nel C.I.D.
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Redattore: Centro Informazioni


