

Le ultime notizie dall’U.E. relative alla importante problematica degli ecopunti
Il 31 dicembre 2002, si ? tenuta una riunione straordinaria del Consiglio Trasporti che ha esaminato la bozza di un documento/progetto, prodotto dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, contenente le indicazioni utili all’individuazione di un sistema di transizione per la regolamentazione del transito dei mezzi pesanti attraverso l’ Austria durante il periodo 2004-2006, ossia dopo la scadenza dell’ attuale sistema degli ecopunti nel 31 dicembre 2003.
Le linee generali del progetto sono state individuate senza voto dato che non risultava presente un numero di Ministri utile al raggiungimento del quorum, visto che quattro Stati Membri hanno rifiutato il compromesso:
Austria (perch? le norme non erano abbastanza restrittive) e Italia, Belgio e Olanda ( perch? le norme proposte erano troppo restrittive).
Il sistema verrebbe esteso al 2005 e 2006 se la proposta sulla cosiddetta ?tariffazione delle infrastrutture? non sar? adottata entro la fine del 2004 o nel 2005.
Le principali caratteristiche del sistema di transizione sono:
– le emissioni di Nox dei camion permesse nel 2004 dovrebbero essere uguali al 2003 durante il sistema degli ecopunti, 9 422 488 punti, o il 40% del valore totale per l’ anno di riferimento 1991;
– nessuna limitazione diretta dei viaggi attraverso l’ Austria (la clausola del ?108% sar? abolita);
– i camion Euro 4 non saranno sottomessi a questo sistema;
– i camion Euro 0 saranno proibiti tranne quelli immatricolati in Grecia o in Portogallo;
Secondo una decisione poco chiara del Consiglio, le emissioni totali di Nox permesse nel 2005 e 2006 saranno tra:
– un massimo del 40% e un minimo del 38%-39% del 1991 valore di riferimento per il 2005;
– un massimo del 40% e un minimo del 34,9%-38% del 1991 valore di riferimento per il 2006.
Secondo i comunicati stampa (Agence Europe del 3 gennaio) il ministro dei trasporti austriaco Mathias Reichhold sostiene che le linee generali del sistema di transizione non rispettano abbastanza le questioni ambientali. Dall’ altro lato, il ministro dei trasporti italiano sostiene che questo sistema ? un compromesso che non considera gli interessi fondamentali della libera circolazione per l’ economia italiana e penalizza l’Italia per la naturale presenza delle Alpi. Inoltre la situazione ? ulteriormente aggravata da ostacoli amministrativi e ritardi nella creazione di infrastrutture che sostituiscano le strade.
Da fonti del nostro ministero risulta che la disputa proseguir? nelle prossime settimane onde ricercare una soluzione che tenga conto dell’ interesse delle imprese nazionali e dell’ economia italiana.
Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto