
FIN09182 – Oggetto: Istituzione del codice tributo per l’utilizzo credito d’imposta relativo al beneficio per l’acquisizione di autoveicoli “euro 5” – Risoluzione n. 247/E del 15 settembre 2009.
15 Settembre 2009
FIN09183 – Oggetto: Utilizzo del credito d’imposta relativo al beneficio per l’acquisizione di autoveicoli “euro 5” del 2007, da parte delle imprese che non ancora ricevuto la comunicazione del Ministero.
16 Settembre 2009Tra le imprese di autotrasporto, che operano in modo serio e professionale, il consenso, pi? passa il tempo e aumenta la consapevolezza dell’importanza della scheda, cresce…..
Da quando ? entrata in vigore la scheda di trasporto, questa ? stata oggetto di molte prese di posizione, e favorevoli e contrari hanno potuto illustrare le proprie tesi.
Noi di Fai/Conftrasporto abbiamo fornito le nostre riflessioni dichiarando la nostra disponibilit?, a patto che non vengano stravolti gli obiettivi, anche a semplificare il possibile.
Quanto l’argomento sia sentito da entrambe le parti lo dimostrano gli interventi di Confindustria e delle associazioni del trasporto, che ovviamente sostengono tesi contrapposte.
Tra le imprese di autotrasporto, che operano in modo serio e professionale, il consenso, pi? passa il tempo e aumenta la consapevolezza dell’importanza della scheda, cresce. Ne ? una riprova la lettera che un imprenditore del trasporto aderente a Confindustria a voluto inviare alla propria associazione territoriale e che ritengo importante riprodurre.
La lettera inviata alla Confindustria di Sondrio ? stata ripresa dalla stampa locale e ripropone le ragioni che hanno indotto la categoria a richiedere la scheda di trasporto quale completamento della riforma del settore, basata sul principio della responsabilit? condivisa.
Di seguito anche il testo della lettera che ho deciso di scrivere al giornale di Sondrio che ha dato la notizia con le considerazione che ritengo importanti fornire.
Paolo Ugg? – Pres.te FAI/Conftrasporto
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Gentile direttore,
Ho avuto modo di leggere l’interessante appello che Paolo Oberti, imprenditore dell’autotrasporto, ha rivolto al presidente di Confindustria Sondrio, lamentando la posizione assunta da Confindustria nazionale relativamente alla scheda di trasporto.
Non posso che condividere le affermazioni dell’imprenditore valtellinese che descrivono con molta chiarezza una situazione generalizzata.
Il merito di Oberti non ? solo quello di un pubblica presa di posizione ma di rendere esplicito un fatto reale: lo scarso peso che in Confindustria hanno le imprese di autotrasporto.
Personalmente, e l’amico Oberti lo sa, pi? volte ho avuto modo di evidenziare come la scelta, pur se legittima di Confindustria, sia quella di privilegiare in modo prevalente gli interessi del mondo manifatturiero rispetto a quello del trasporto.Una scelta errata, a mio modo di vedere, che emerge sempre di pi? oggi, nel momento in cui la funzione del trasporto e della logistica sono divenuti gli elementi di competitivit? in grado di rendere vincente il prodotto nazionale sui mercati europei.
Rivolgere un invito alle imprese di trasporto a voler affidare la tutela dei propri interessi ad una associazione che direttamente rappresenta il settore mi sembra ovvio e spero che l’appello di Oberti susciti una riflessione in altri operatori che sono convinti di vivere le medesime contraddizioni, cio? di essere associati ad una realt? che non li tutela a sufficienza.
La scheda di trasporto ? un documento residuale che consente di individuare il proprietario delle merci o chi commissiona il trasporto, laddove i documenti gi? previsti non li indichino.
Quello che mi preme ? ribadire, ho avuto gi? modo di farlo in altre occasioni, come l’introduzione della scheda di trasporto non produce assolutamente un forte aggravio per le imprese committenti.
Obiettivo primario ? quello di creare tracciabilit? e trasparenza nelle operazioni di trasporto per dare le maggiori garanzie possibili ai clienti e maggior sicurezza sulle strade.
La Fai/Conftrasporto ritiene che la sicurezza delle persone valga bene un ?foglio in pi??, anche se come giustamente sostiene Oberti, le merci sono gi? nella maggior parte dei casi accompagnate in gran parte da idonea documentazione. L’innovazione tocca, dunque, una parte della committenza.
Una cosa ? certa invece: tutti , grazie alla scheda di trasporto, possono essere chiamati, per le loro responsabilit?, a rispondere dei danni creati a terzi.
Forse ? proprio questo che da fastidio a coloro che nei convegni chiedono il rispetto delle regole ma sono i primi ad aggirarli.
Sono questi ?furbi?che scaricano sugli altri le conseguenze dei loro comportamenti che intendiamo stanare.
Per ottenere questo obiettivo, concordato con il Governo, sarebbe molto utile che gli operatori seri, che intendono operare nel rispetto delle regole, prendano atto della politica di Confindustria, non interessata ad attribuire il ?peso? adeguato alle imprese di trasporto, e decidano di concorrere a dar vita ad una unica rappresentanza di categoria in grado di confrontarsi con chi tutela interessi di altra natura.
Paolo Ugg? – Pres.te Fai/Conftrasporto


