Il 20% delle imprese non arriver? al 2010 per la concorrenza dall’Est. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 12 settembre 2009

INT09190 – Oggetto: Trasporti Internazionali. Austria. Introduzione di un sistema di pedaggio in base alle classi di emissioni dei veicoli pesanti dal 1° gennaio 2010.

23 Settembre 2009

Pi? coordinamento nella politica dei trasporti. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 19 settembre 2009

23 Settembre 2009

INT09190 – Oggetto: Trasporti Internazionali. Austria. Introduzione di un sistema di pedaggio in base alle classi di emissioni dei veicoli pesanti dal 1° gennaio 2010.

23 Settembre 2009

Pi? coordinamento nella politica dei trasporti. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 19 settembre 2009

23 Settembre 2009

Poco prima delle vacanze estive, Fai Conftrasporto ha svolto un’indagine sulle aspettative dei nostri imprenditori alla ripresa autunnale intervistando un significativo campione di responsabili di imprese con sede nel nord, nel centro e nel sud del Paese. Il primo dato emerso ? che il 70 per cento delle persone intervistate ha ammesso di non aver potuto fare investimenti negli ultimi due anni e non pensa di realizzarne in futuro. Il secondo dato, ancora pi? allarmante, ? che il 18,5 per cento delle imprese, dislocate in gran parte nel Sud, non riprenderanno l’attivit?. Chiuderanno definitivamente i battenti, dopo aver tentato inutilmente di fronteggiare la crisi, mentre un 31,5 per cento dei titolari di imprese spera di poter mantenere aperta l’attivit?. E, ancora, l’indagine ha rivelato come il 50 per cento delle imprese contattate sia in forte sofferenza di liquidit? e abbia sempre meno possibilit? di far ricorso al credito. Le cause? Da una parte la diminuzione della velocit? commerciale, dall’altra i coefficienti di carico sempre pi? bassi. Mentre il mercato continuava a chiedere sempre pi? qualit?, pi? flessibilit?, pi? affidabilit?, nessuno si preoccupava di garantire un adeguato riconoscimento sul piano dei prezzi, destinati, invece, a diminuire. Un fenomeno che riguarda anche le grosse imprese di spedizione e di logistica: prendendo a riferimento il fatturato di quattro tra le principali imprese del settore, che ammonta a circa due miliardi di euro, scopriamo che i bilanci di tutte quattro le societ? evidenziano perdite per circa 50 milioni di euro. In Italia per far viaggiare un “tir” si spendono al chilometro 1 euro e 539 centesimi; in Slovenia 1,202; in Spagna 1,183; 1,043 in Polonia; 0,893 in Romania. Le voci che incidono pesantemente e che fanno perdere nettamente il confronto alle nostre imprese, soprattutto con quelle dei Paesi dell’Est, sono senza ombra di dubbio il personale e il gasolio che rappresentano il 50 per cento circa dei costi di un’impresa. Per dare una cifra reale un differenziale pari a 30/35mila euro anno. ? alla luce di questi dati che bisogner? confrontarsi. Le politiche di intervento decise sempre pi? a fatica dai Governi che si sono succeduti non riescono a dare una risposta significativa in termini di competitivit?. Il risultato ? che molte aziende sono costrette a delocalizzare o a trasformarsi in utilizzatori di vettori esteri. Non intervenire per affrontare nel dovuto modo la situazione appare miope oltre che autolesionista. In questa condizione il confronto con il governo dovr? soprattutto puntare alle scelte di prospettiva. Per aiutarlo a scegliere ? necessario che vi sia una evoluzione nei rapporti tra le stesse associazioni con la consapevolezza che i destini si giocano su altri tavoli. Altrimenti ? preferibile non sedersi neppure al tavolo delle trattative. PAOLO UGGE’