Codice della strada

10 Giugno 2009

GOV09116 – Oggetto: Vertenza autotrasporto. Incontro con il Ministro per la verifica dell’attuazione del protocollo d’intesa del 25 giugno 2008.

10 Giugno 2009

Codice della strada

10 Giugno 2009

GOV09116 – Oggetto: Vertenza autotrasporto. Incontro con il Ministro per la verifica dell’attuazione del protocollo d’intesa del 25 giugno 2008.

10 Giugno 2009

Pubblichiamo l’intervento di Giorgio Colato – Dirigente Nazionale FAI e Vice Presidente del Comitato Centrale Albo Autotrasportatori, sulla trasmissione Annzero dedicata al settore

Pubblichiamo l’intervento di Giorgio Colato – Dirigente Nazionale FAI e Vice Presidente del Comitato Centrale Albo Autotrasportatori, sulla trasmissione Annzero dedicata al settore.

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In questi giorni, dopo, ?ANNOZERO?, andato in onda il 4 giugno scorso, non si placano gli interventi e le polemiche sulla trasmissione di Santoro.
Non ? la prima volta che giornalisti della carta stampata e della televisione affrontano la questione con servizi purtroppo tesi a ?spettacolarizzare? il problema criminalizzando una categoria che, al contrario, ? succube di chi vuole il comparto debole dando modo alla committenza, sempre pi? spesso rappresentata da ?aziende? che non hanno veicoli, di scegliere, al maggior ribasso, in un mercato dove l’offerta presenta un eccesso di capacit? del 40%.
Le aziende oneste del settore, che sono la maggioranza del comparto, di certo non si sono riconosciute nella trasmissione di Santoro che ha ?generalizzato? e dipinto l’impresa di autotrasporto come ?sfruttatrice? di autisti e ?attentatatrice? alla sicurezza sulle strade.
Esistono aziende italiane dell’autotrasporto ?sane? che pi? volte hanno denunciato, anche tramite le proprie Federazioni, la concorrenza sleale che debbono fronteggiare quotidianamente per stare sul mercato e che hanno dovuto creare e saper ricercare una nicchia specializzata che permetta loro di farsi pagare un adeguato prezzo per il trasporto effettuato.
Il nocciolo del problema sta senza dubbio nell’estrema polverizzazione del settore che con 173 mila aziende, si trova con un parco veicolare il media del 1,8% (solo 120 mila hanno veicoli e di queste solo 20 mila hanno pi? di 5 mezzi)
Solo diminuendo i veicoli, o meglio diminuendo il numero delle aziende operanti nel mondo dell’autotrasporto italiano (Olanda, Francia, Germania, ad esempio, hanno un terzo di aziende con parchi veicolari anche di migliaia di veicoli), si potr? portare tutti gli operatori economici a considerare l’autotrasportatore quale ?valore aggiunto? alla propria impresa e non pi? come uno strumento da ?usa e getta?.
I controlli sono importanti ma non possono essere la panacea per combattere lo stato di salute in cui versa l’autotrasporto italiano che deve trovare risposte concrete a monte, a cominciare dal mantenere iscritte all’Albo unicamente quelle aziende che dimostrino di essere in regola con i bilanci e con gli adempimenti fiscali, che dimostrano professionalit? tale da poter assicurare un servizio adeguato alle aziende della produzione, a fronte di un giusto corrispettivo per il servizio di trasporto reso.
In buona sostanza, chi pratica una ?concorrenza sleale?, mette in pericolo la sicurezza sulle nostre strade, con la frode fiscale, il lavoro in nero con la mancata assunzione degli autisti e il superamento delle ore di guida.
Non meno pericoloso e devastante per l’economia italiana ? il dilagare di un forte abusivismo di vettori irregolari esteri, che rispondono ad una domanda di trasporto troppo spesso incurante delle nuove norme poste per la corresponsabilit? con il vettore in caso di incidente o per i controlli su strada e presso le aziende.
I controlli, cos? come effettuati, oltretutto pagati dagli autotrasportatori tramite il proprio Albo con fondi originariamente assegnati alla categoria, sono sicuramente da rivedere, avendo questi dimostrato che le sole pattuglie miste sulle strade non sono in grado di combattere il fenomeno dell’abusivismo. Per ottenere una maggiore efficacia, si dovrebbe operare attraverso una intensa azione di controlli capillari mirati presso tutti i soggetti che richiedono l’esecuzione dei servizi di trasporto che oggettivamente non possono assicurare il rispetto delle regole, perch? nella maggior parte dei casi ? da qui che nasce il fenomeno dell’illegalit?, cosa per nulla emersa dalla trasmissione ANNOZERO di Santoro.
Non pu? essere accettabile presentare il comparto dell’autotrasporto alla stregua di clandestini: imprenditori che schiavizzano conducenti drogati e beoni, obbligati ad “arrangiarsi” anche per i bisogni fisiologici.
?Spettacolarizzare? gli incidenti con TIR, denunciare lo ?sfruttamento? di autisti senza ricercarne le cause per rimuoverle, non serve ne giova al Paese.
L’Albo degli autotrasportatori ? Organo che vede compartecipi le Federazioni del settore, sotto l’egida del Ministro in carica – ha da tempo impostato i propri lavori nella logica della sicurezza di sistema: il veicolo, il conducente, le infrastrutture, attraverso fatti concreti quali, ad esempio, il riattamento dei CMR (centri di revisione mobili) ed il co-finanziamento per la realizzazione di aree di sosta dedicate ai veicoli pesanti.
Nel corso degli ultimi 8 anni, l’Albo ha sviluppato ben 3 campagne per la sicurezza, elaborando 11 studi sul tema, sensibilizzando, formando ed informando gli addetti ai lavori e non solo, allargando il suo raggio di azione a tutti gli utenti della strada.
In tale ottica, un problema ancora troppo penalizzante in termini di sicurezza, resta quello delle infrastrutture a causa della ridotta spesa per questi investimenti che ha determinato l’esistenza in Italia di una rete autostradale ferma a quella degli anni ’90; infatti, in Italia la rete autostradale ? passata da 5.335 Km del 1991 a 5.654 Km del 2007 , mentre per lo stesso periodo in Francia da 5.730 km a 8.444 Km e in Portogallo da 404 km a 1.556 km ( nel frattempo il rapporto tra veicoli e reti ? passato, nel periodo dal 1996 al 2006, da 11 a 120 veicoli per chilometro con un incremento della densit? di circa 12 volte).
La scarsit? di infrastrutture, quantificata nell’ordine di 100 miliardi di euro, comporta l’abbassamento, giorno dopo giorno, delle velocit? commerciali da 55 a 50 km/h fino a 45 km/h.
Questo significa una sola cosa: perdita di competitivit? del 20% del nostro comparto rispetto ai nostri competitori esteri.
Trasmissioni come queste devono aiutare a debellare il ?fenomeno? con un dibattito aperto tra tutti i protagonisti del comparto: i rappresentanti della committenza, quelli della categoria degli autotrasportatori e quelli del Governo.
Solo cos? si d? una corretta informazione, solo cos? si fa ?sicurezza? non solo sulle strade ma nella vita quotidiana, nell’interesse del Paese, dando giusto risalto all’autotrasporto italiano

?Tutto il resto e noia? ?.come recita una canzone di qualche anno fa.!

Giorgio Colato
Roma, 8 giugno 2009