Marocco e Giordania ci stanno superando nel settore trasporti. Rubrica Ruote d’Italia su Libero del 18 aprile 2009

Trasporti internazionali. Austria

17 Aprile 2009

LAV09093 – Oggetto: Lavoro. Durc. Modalità di invio telematico delle autocertificazioni. Circolare Ministero del Lavoro n.10 del 1° aprile 2009.

20 Aprile 2009

Trasporti internazionali. Austria

17 Aprile 2009

LAV09093 – Oggetto: Lavoro. Durc. Modalità di invio telematico delle autocertificazioni. Circolare Ministero del Lavoro n.10 del 1° aprile 2009.

20 Aprile 2009

Recentemente, proprio dalle colonne di Libero, difendendo la scelta di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina e analizzando le opportunit? rispetto ai nuovi mercati emergenti, abbiamo evidenziato come la logistica sia diventata il vero elemento che pu? fare la differenza nello sviluppo di una economia. Come esempio abbiamo citato quello del governo giordano, che ha deciso di puntare sul porto di Aqaba come punto strategico dove realizzare un grande Hub per intercettare i flussi di merci che si prevede transiteranno per quelle rotte. Nei giorni scorsi Libero, con un appropriato servizio, ha reso nota la decisione del Marocco di finanziare un mega progetto per trasformare il Paese nella piattaforma logistica del Mediterraneo e dell’Europa. Le risorse stanziate sono adeguate (12 miliardi di euro dal 2008 al 2012 per le grandi infrastrutture), cos? come interessanti sono le misure di carattere fiscale: niente IVA e tasse per i primi cinque anni e dal sesto anno le imposte saranno pari all’ 8,75% sugli utili. Le scelte effettuate si accompagnano a costi del lavoro, dell’energia e dell’acqua che risultano essere altamente competitivi. Tutte condizioni che renderanno raggiungibile, con l’apertura del secondo terminal, l’obiettivo di far divenire il porto di Tangeri una realt? quasi simile al porto di Rotterdam per Teu (misura standard di volume dei container) movimentati. Un Paese che si affaccia sul Mediterraneo, dunque, sta puntando con determinazione ad attrezzarsi per gestire negli anni a venire la maggior parte dei flussi di traffico provenienti dai mercati emergenti, offrendo un esempio da seguire anche per l’Italia, “sorpassando” una volta per tutte le lungaggini e i blocchi ideologici degli ambientalisti di facciata. Bisognerebbe che il popolo italiano citasse per danni tutti coloro che si sono distinti in questi anni come gli affossatori di ogni iniziativa tendente a potenziare la dotazione infrastrutturale del nostro Paese. L’avvilente realt? ? sotto gli occhi di tutti: mentre in Italia, nei due anni di inattivit? generati dal governo Prodi, si operava solo per ostacolare e criticare il Piano che il secondo e terzo governo Berlusconi avevano avviato concretamente, in altri Paesi ci si attrezzava per realizzare quanto da noi ostacolato. Forse tutto questo non baster? ancora ai nostri esegeti della polemica fondata sul capello, ma non crediamo servano altre dimostrazioni per spiegare quanto possa essere positiva per la nostra economia, e in particolar modo del mezzogiorno, l’accelerazione di un progetto di logistica per il nostro Paese. Occorrerebbe che su tale aspetto si incentrasse la prossima tornata elettorale europea. I nostri futuri parlamentari dovranno avere la consapevolezza che la battaglia sullo sviluppo del sistema logistico del nostro Paese ? la condizione non solo per dare nuove opportunit? ai nostri lavoratori, ma anche per creare le condizioni affinch? l’intero sistema europeo non regali opportunit? significative a Paesi che, non essendo parte dell’economia continentale, sono in evidente competizione con l’ Europa. Fai – Conftrasporto favorir? e si impegner? con tutte le proprie forze perch? questo salto culturale si realizzi e interverr? direttamente: non certo proponendo candidati, ma predisponendo una sorta di Bignami della logistica da mettere a disposizione chi avr? il compito arduo di rappresentare nel prossimo Parlamento europeo il nostro Paese. Il Governo non ha dubbi su tali ipotesi: il Presidente del Consiglio con insistenza lega sviluppo e crescita alla realizzazione di opere pubbliche. Non resta che augurarsi che i rappresentanti dell’Esecutivo e i nuovi parlamentari lavorino in sintonia, abbandonando le scontate dichiarazioni di chi commenta le evoluzioni in atto con frasi sulle opportunit? che si possono cogliere sulle iniziative intraprese da Paesi con noi concorrenti, dimenticando che le vere opportunit? risiedono nella capacit? di gestire il grande afflusso di merci nel nostro Paese.